(Corriere dell’Umbria del 10 agosto)
Da un post su Facebook, perché oggi così si comunica in politica, la Sindaca di Perugia ci fa sapere che ha scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per denunciare il genocidio, così lo definisce, che si sta perpetrando nei confronti dei palestinesi di Gaza invitando il governo a riconoscere lo Stato di Palestina, ricordando anche l’esposizione di lenzuola bianche in segno di lutto e solidarietà. Nello stesso ordine del giorno del Consiglio comunale di Perugia si ricorda la partecipazione alla manifestazione per Gaza svoltasi a Roma e si invita, e questo è il punto, l’azienda farmaceutica municipalizzata di Perugia a “valutare la sospensione degli acquisti di medicinali proveniente da Israele”.
Non è una novità che gli Enti locali assumano iniziative approvando ordini del giorno su argomenti di politica internazionale che ben poco c’azzeccano con i compiti e i doveri amministrativi dei Consigli comunali ma tant’è a nessuno può essere negato di esprimere opinioni e valutazioni negli organi istituzionali. Tutt’altra cosa valutarne gli effetti che sono sempre uguali a zero.
Ma i motivi di riflessione sono altri. Nessuno può negare che la reazione del governo israeliano, non del popolo, alla strage perpetrata da parte di Hamas nei confronti di centinaia di giovani e famiglie israeliane incolpevoli, è straordinariamente esagerata, che si tratta dello sterminio di migliaia di palestinesi, soprattutto bambini e donne, colpiti dalle bombe israeliane soprattutto perché utilizzati come scudi dai terroristi di Hamas, che la drammatica situazione di Gaza ha pochi precedenti, che peggio verrà con l’annuncio da parte di Netanyahu della occupazione della Striscia e la deportazione di milioni di poveri palestinesi, che il governo israeliano con una simile reazione è riuscito a farsi riconoscere come un vero governo canaglia, tuttavia in pochi richiamano quello che Hamas dopo mesi di preparazione ha saputo compiere verso i giovani, donne, bambini ebrei, uccisi, violentati, presi in ostaggio, azione compiuta forse proprio per provocare una reazione da parte del governo ebraico, una dichiarazione di guerra dove le vittime , da una parte e dall’altra sono solo gli innocenti. Su tutto questo non si può non essere tutti d’accordo.
Ma continuare a confondere il governo Netanyahu con il popolo ebraico, sottacere che l’unico Paese democratico di quella regione medio orientale è solo Israele, invece di incoraggiare coloro che laggiù si oppongono alle scelleratezze di Netanyahu ma anche alle follie terroristiche di Hamas, a fini di parte politica manifestando critiche a senso unico, non aiuta né alla rappresentazione della verità e neppure a guadagnare una consapevolezza comune.
In più se nella proposta della Sindaca di Perugia si invita l’azienda farmaceutica municipalizzata di Perugia a non acquistare farmaci provenienti da Israele, cadono le braccia e monta un senso di grave preoccupazione.
Un invito di tal fatta oltre ad essere inutile perché poi di farmacie a cui rivolgersi ce ne sono tante oltre a quelle municipalizzate, perché ad una multinazionale farmaceutica farebbe un baffo la minaccia della Sindaca, illegittimo, perché va ad interferire e a danneggiare le attività di una azienda sia pure municipalizzata, oltre ad evidenziare una preoccupante ignoranza, lede gravemente i diritti dei malati perugini ed umbri.
Le aziende farmaceutiche israeliane sono all’avanguardia scientifica segnatamente nella produzione di farmaci per combattere la sclerosi multipla, malattie nervose e per la produzione di innumerevoli farmaci generici. Questo la Sindaca lo sappia e inizi a discernere finalmente il governo, questo governo, israeliano dal popolo ebraico che tante sofferenze e difficoltà ha dovuto sopportare nei secoli, non mischi le mele con le pere.
In definitiva ci scontriamo ancora una volta con un estremismo politico infarcito di approssimazione, una insalata russa che non aiuta per niente alla maturazione della verità, all’aggregare una comune solidarietà cittadina e regionale.

