Certo, c’è l’emergenza del coronavirus ma in Umbria, la vera emergenza è un’altra.
L’Umbria non è stata investita in modo drammatico dal virus e, se si eccettuano alcuni casi di positività riscontrati negli ultimi giorni conseguenza probabilmente di una dissennata ed incontrollata movida, ma vive e soffre di un’altra emergenza: quella viaria.
Da pochi giorni l’Anas si è accorta che un pilone della E45 nei pressi di Narni è pericolante con la conseguenza di una tortuosa e trafficatissima deviazione.
Il tratto della Flaminia nei pressi del valico ella Somma è da mesi inibito alla transitabilità dei mezzi pesanti. Poco più avanti, verso Spoleto, si incontra un’altra deviazione. Sia la Flaminia che la E45 sono interessate da svariati cantieri che rallentano di molto la marcia. Per non parlare della E45, verso Cesena, storicamente e drammaticamente interrotta in più tratti.
Il nodo di Collestrada rimane un perenne ingorgo così da rendere problematica sia l’entrata che l’uscita da Perugia. Non parliamo della viabilità su strade provinciali e regionali, dimenticate da anni dagli uomini e da Dio.
Sul versante ferroviario, il raddoppio della Foligno Fabriano è scomparso dalla agenda così come l’ammodernamento della Foligno Terontola. La Ferrovia Centrale Umbra è praticamente dismessa e utilizzabile, con tempi da Far West, solo nel tratto tra Città di Castello e Perugia.
Dell’aeroporto si parla molto ma ben poco si continua a fare con il risultato di uno scalo di scarsa utilità per gli umbri che devono partire e per chi vorrebbe arrivare.
In conclusione il sistema viario umbro versa in una condizione drammatica, come mai in passato, rendendo perfino avventuroso cercare di raggiungere la nostra povera Umbria.
Non è possibile immaginare la necessaria ed irrinunciabile ripresa delle attività produttive, commerciali, turistiche, con un sistema viario e di comunicazione regionale ed inter regionale ridotto in uno stato drammatico.
Questa è la vera emergenza perché passata l’epidemia, non saremo in grado, noi umbri, di offrire un sistema infrastrutturale decente con problemi viari che non si risolveranno dall’oggi al domani ma che richiederanno mesi se non anni.
C’è solo da chiedersi se le responsabilità di questo sfascio ancora una volta siano di nessuno, se l’Anas ha sempre fatto manutenzione e controlli, se la Regione ha sempre controllato e stimolato e soprattutto se ha posto la questione come prioritaria, se progetti e soluzioni siano sempre stati avanzati e sollecitati.
La sensazione è che ritardi, disattenzioni, mancanza di volontà, indifferenza ci siano stati e continuino ad esserci con il risultato che gli umbri non sono morti fortunatamente per il virus ma probabilmente moriranno per mancanza di vie di comunicazione.

