Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Il lungo inverno della politica umbra

Adolfo felix NavhqXp97LQ unsplash

Qualche giorno addietro dalle colonne del Corriere dell’Umbria, Franco Barbabella ha offerto una riflessione assolutamente condivisibile proponendo un primo bilancio, se così vogliamo chiamarlo, dell’attività della nuova Giunta regionale.

In effetti le delibere sull’esagerato aumento della pressione fiscale, l’esaltazione dell’inserimento dell’Umbria nelle Zone  Economiche Speciali, per altro non accompagnata da contestuale finanziamento e comunque attestante lo scivolamento economico e sociale della regione verso il Sud, la delibera che pur dopo tanti proclami richiama pesantemente in campo la sanità privata, e, ciliegina, un immaginifico ciclo dei rifiuti che considera come soluzione tecnologie ancora di là da venire, se mai verranno, non depongono a favore di una valutazione almeno sufficiente dell’attività della nuova Giunta regionale.

Ma tutto questo è stato detto, bene, da Barbabella. Interessante anche capire quello che in questi primi mesi di legislatura regionale è avvenuto dall’altra parte, nel centro destra, inopinatamente, dopo appena cinque anni di governo, ricacciato all’opposizione.

Si consideri pure il disagio per il nuovo scomodo e difficile ruolo, il malessere di ritrovarsi sugli scanni dell’opposizione dopo cinque anni di frequentazione dei piani alti del potere, ma anche in questo versante il giudizio sull’operato non può essere assolutorio.

Certo di proteste, giustificate e anche sacrosante rispetto alle suddette delibere della sinistra ci sono state, in qualche caso hanno travalicato trasformandosi in schiamazzi ma al di là di pur obbligate chiamate in campo, di proposte da apprezzare e valutare, alternative, non ci sono state. Non ci si può limitare, come è stato fatto, a rivendicare, anche con cadenza magari quotidiana, quello messo in campo dal centro destra nel passato quinquennio anche perché continuare in modo ossessivo ad attribuirsi meriti di vecchie scelte di governo significa non avere ancora recepito i motivi per cui gli elettori hanno sonoramente bocciato il centro destra, continuare in uno sterile esercizio di presunzione che alla fine non solo vieterà la rivincita ma contribuirà ad una perdita di credibilità dei protagonisti di oggi che sono anche quelli di ieri.

Continuo a sostenere che nel centro destra oltre non disprezzabile attività di interdizione quello che manca è la progettualità, un disegno complessivo di ampio respiro, un qualcosa che gli faccia riconquistare il ruolo di credibile alternativa futura, che faccia distinguere l’oggi, governato dalla sinistra da un domani riconquistato dalla destra e non invece la riproposizione di un passato che è stato bocciato, nuovi progetti, nuove idee ed anche nuovi protagonisti.

E qui veniamo all’osso del ragionamento. Se dovrà esserci una nuova stagione, indispensabile per evidenziare le incertezze e gli errori della attuale Giunta di sinistra, gli interpreti dovranno essere altri perché non si può essere protagonisti in tutte le stagioni. Ne va di mezzo anche la credibilità del progetto.

Allora per auspicare la fine del lungo inverno della politica umbra sarà necessario un nuovo cantiere che non corra dietro alla quotidianità ma abbia lo sguardo alla nuova legislatura e per quella data tenga pronto il progetto alternativo e una nuova classe dirigente degna di interpretarlo. Ma alla “cantera”, a dirlo in gergo calcistico, o ci si crede e ci si impegna a farla crescere oppure la declinazione manca di futuro.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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