Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Dalle tasse una terza via per l’Umbria

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C’è chi pensava che alla fine tutto passasse in cavalleria, che l’annuncio e la delibera venisse riposta negli archivi delle cose annunciate e mai fatte. Invece no, invece arriva Babbo Natale o la Befana, secondo la propria tradizione, con il regalo per molti umbri.

I cedolini degli umbri sin da gennaio avranno una gabella in più, l’aumento della tassazione di competenza regionale, rendendo perfino vano il sia pur leggero taglio Irpef inserito nella finanziaria del governo.

Il prelievo, a carico prevalentemente di chi è a reddito fisso perché molti altri come al solito svicolano, varia, a secondo del reddito del cittadino, intorno ad un aumento mensile che passa all’incirca dal 2% al 3,5%.

I prossimi giorni gli umbri avranno la “piacevole” sorpresa di pensioni o di stipendi che non solo non aumenteranno grazie alla perequazione all’inflazione ma nonostante questo adeguamento saranno più bassi di quelli dell’anno precedente. Alla faccia anche dell’inflazione.

Quel che disturba ancora di più è che questo aumento della fiscalità regionale non ci hanno detto in realtà quali servizi servirà a migliorare, in che cosa guadagnerà la vita degli umbri. Il rischio è che ancora il maggior gettito si perderà in tanti indistinti rivoli di spesa pubblica spesso utilizzati in manovre di piccolo e clientelare cabotaggio.

Quelli che ci governano non hanno messo in conto che la manovra fiscale oltre ad essere assai impopolare, politicamente suicida, determinerà una contrazione dei consumi e incoraggerà non pochi soprattutto giovani ma anche affermati professionisti a migrare verso altre regioni più consapevoli.

Ma forse non tutti i mali vengono per nuocere. Questa improvvida manovra fiscale obbligherà le parti politiche ad uscire allo scoperto.

Da una parte, a sinistra, quella tradizionale, non populista, demagogica o pseudoambientalista ma quella socialista dalle robuste tradizioni non può apprezzare, pena la definitiva scomparsa dall’orizzonte politico regionale, una manovra siffatta ben lontana dalle loro consuetudini di governo, soprattutto in Umbria.

Il centro destra al di là di sterili schiamazzi dovrà assumere una iniziativa seria e stringente come la già annunciata raccolta di firme contro il provvedimento.

Tuttavia questa vicenda potrebbe davvero incoraggiare un progetto politico originale. Una iniziativa che vada al di là degli schieramenti, civica ma non solo, politica e post politica, che aiuti ad unire contro una manovra sbagliata, recessiva, punitiva e maligna, che favorisca la nascita di comitati per la raccolta delle firme contro il provvedimento della Giunta, che unisca le forze del centro destra e anche quelle dissenzienti e coraggiose del centro sinistra oltre ad uno spontaneo ed autonomo slancio popolare.

Una iniziativa così, forse un po’ utopistica ma radicalmente incisiva, che vicari il doveroso protagonismo dei sindacati clamorosamente silenti ed assenti, potrebbe spalancare un orizzonte diverso dalla asfittica politica regionale, concorrere ad un vero cambiamento e ad una sana alternativa. Una specie di terza via.

La raccolta di migliaia di firme, senza tanti timbri partitici, da rovesciare sul tavolo della Giunta regionale rappresenterebbe la sublimazione di un atto democratico rispetto al quale la Giunta non potrebbe rimanere indifferente e se lo facesse, inciderebbe su di una lapide il proprio epitaffio. 

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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