Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

L’Umbria spaccata

Università stranieri

L’indomani l’annuncio, si era in piena campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale delle Marche, che l’Umbria e, appunto, le Marche venivano inserite nella Zona Economica Speciale, cori di peana furono elevati entusiastici, da destra e da sinistra, come se finalmente fosse stata offerta la ricetta per il benessere diffuso, per nuovi investimenti produttivi, per il consolidamento delle attività già presenti nel territorio regionale, per una pioggia di crediti di imposta per tutti.

Il sospetto oggi è che in pochi avevano letto il contenuto del provvedimento o comunque lo avessero ben chiaro.

In realtà in Umbria su 94 comuni solo 37 sono stati inseriti nella zona Zes di cui 34 nella provincia di Perugia e solo 3 in quella di Terni e oggi c’è chi perfino sospetta favoritismi di colore politico nella individuazione dei comuni prescelti.

Se il provvedimento davvero funzionerà per nuovi investimenti, semplificazioni burocratiche, soprattutto per crediti di imposta, avremo, teoricamente, nuovi insediamenti, assunzioni, aumenti di fatturato ma solo a macchia di leopardo ovvero condizioni favorevoli nei territori che ricadono nelle ZES ma un anche un conseguente arretramento in quelle escluse anche perché la concentrazione di nuovi investimenti sarà polarizzata in nelle zone ZES con contestuale impoverimento in quelle escluse.

Un vero capolavoro di ingegneria economica, territoriale e sociale, studiata ed approvata in Europa, c’è da chiedersi intanto cosa facessero i nostri rappresentanti a Bruxelles, che dividerà ancora di più la nostra Umbria.

In oltre 50 anni di storia regionale non solo non si è fatta l’Umbria come entità sociale, economica e perfino geografica, ma alla conta dei fatti si è riusciti perfino a frantumarla più di quanto già fosse, a riattizzare i municipalismi e una guerra tra campanili perfino ridicola.

A torto o a ragione Terni e la sua provincia hanno dissotterrato l’ascia verso Perugia, le differenze tra territori, perfino tra comuni confinanti, nella offerta dei servizi essenziali, nello sviluppo economico, nel dipanarsi della vita sociale e perfino nelle scelte politiche, sono macroscopicamente evidenti conseguenza non solo di scelte avventate come le ZES che ancora non hanno manifestato tutta la potenzialità divisoria ma soprattutto di polemiche e promesse elettorali gettate sul tappeto per lucrare qualche consenso in più ma che alla prova dei fatti hanno scavato fossi odiosi nella convivenza tra umbri.

Su un fazzoletto di terra con poco più di 800.000 abitanti ci si contende un ospedale o una clinica in più, il finanziamento per una manifestazione, una deviazione stradale o una linea in più o in meno per la mobilità pubblica ma si perdono di vista la grandi scelte, quelle strategiche  come la Zes permettendo che, mentre nelle regioni del meridione interessano tutto il territorio, in Umbria, appunto solo 37 comuni, oppure il superamento dell’isolamento e non solo viario della nostra regione o, infine, un progetto complessivo di sviluppo regionale alla ricerca delle nostre vocazioni che continua a mancare clamorosamente lasciando sempre più spazio ad iniziative “fai da te” assai poco incisive.

E per ultimo una speranza. Si eviti la penosa liturgia giaculatoria nel vano tentativo di allargare le ZES a tutta la regione. È una illusione ed anche una bugia. Non ci sarebbero le risorse e forse neppure la disponibilità politica da parte dell’Europa. Come dire è inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi