Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Tasse regionali e una strategia più incisiva

Regione umbria

Che il centro destra protesti animatamente e rumorosamente contro l’aumento delle tasse deliberato dalla Giunta regionale dell’Umbria, ci sta, anzi è doveroso.

Che la maggioranza abbia commesso un grossolano errore ad imporre nuove tasse adducendo giustificazioni deboli e oltretutto andando contro corrente rispetto l’accorpamento degli scaglioni IRPEF deliberato dal governo Meloni per alleggerire la fiscalità verso il così detto ceto medio, quello impiegatizio, dei pensionati, quello a reddito fisso che non sfugge alla Agenzia delle Entrate, quello che non evade, è pacifico.

Sull’argomento sarebbe interessante aprire una riflessione sulla tanto decantata autonomia regionale.  Se autonomia significa deliberare in contrapposizione al governo nazionale, e nello specifico si tratta di un dato di principio visto che il governo nazionale si propone una, sia pur lieve, detassazione per determinati ceti popolari anche per favorire una ripresa dei consumi e comunque un sollievo fiscale, mentre la decisione della Giunta regionale va precisamente all’incontrario negando le priorità individuate dal governo. Accorti giuristi, pur nella consapevolezza che la fiscalità locale, entro determinati limiti, è competenza regionale, potrebbero perfino individuare estremi per una impugnazione della delibera della Giunta regionale da parte del governo proprio perché concettualmente in contrasto con le determinazioni del governo e votate dal Parlamento.

Rimettendo tali riflessioni a chi ha preparazione ed esperienze in merito, nel versante più squisitamente politico ancora altro c’è da dire.

Se il centro destra ha svolto il ruolo di opposizione manifestando verbalmente ed anche rumorosamente (forse anche troppo) deve pure guadagnare la consapevolezza che battagliando ciascuno dalla propria trincea la questione non si schioda ed anzi la Giunta e la sua maggioranza avranno ragioni politiche per resistere e non concedere in merito alcunché, con il cittadino alla fine cornuto e mazziato e condannato a pagare un aumento spropositato di tasse regionali. Ovvero uno scontro tra blocchi politici sarà sterile nel risultato, incerto sulla convenienza elettorale.

Se così dovesse essere il centro destra non si illuda: nonostante le proteste, le manifestazioni, sarà dal comune cittadino, quello cornuto e mazziato, messo sullo stesso piano dei fautori delle nuove tasse perché additato, forse anche ingiustamente, di non essere riuscito a vincere la battaglia. Vagli a spiegare al cittadino, cornuto e mazziato, che in politica valgono i numeri più delle volontà.

E allora sarà necessario mettere in campo più forza, energia, una mobilitazione sociale. Consapevoli che i tradizionali sindacati rimarranno dormienti come se il ceto medio non li riguardasse, come se una contrazione delle capacità di spesa sia un problema di poco conto, come se la disaffezione del ceto professionale non possa determinare un impoverimento culturale e produttivo, sarà da far suonare le trombe verso ordini professionali, categoriali, produttivi, università, affinché dalle enunciazioni e dal buonismo di maniera e per questo altrettanto inutile, passino, questa volta finalmente da protagonisti a rivendicare, a protestare versa una delibera di Giunta che fa dell’Umbria la regione più tassata d’Italia.

Questo sarebbe un modo per rendere il centro destra protagonista, di porsi alla attenzione per recuperare quella credibilità e attrattività politica che 5 anni di governo regionale hanno dissipato.

Pubblicato sul Corriere dell’Umbria il 14 gennaio 2026

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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