Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Essere cristiani non significa essere democristiani

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Ciclicamente ormai si ha notizia di incontri politici, organizzati anche da politici stagionati, tesi a far rinascere il così detto centro politico o perfino la Democrazia Cristiana.

Eventi non infrequenti che stagionalmente vengono riproposti. Il denominatore comune di queste iniziative è quello del successivo inevitabile fallimento, del progressivo inaridimento del progetto per lasciare spazio ad una simile iniziativa successiva. Una specie di filo rosso senza fine.

Il tema portante di tali incontri è il ruolo da affidare ai cattolici in politica visto che dopo la fine della Democrazia Cristiana, le diaspore, la frantumazione, la polverizzazione dei cattolici è un dato di fatto.

Da qualche mese ci risiamo, complice anche una segreteria del Pd assai poco compromessa con la storia dei cattolici democratici per altro abituati, dopo la fine della Democrazia Cristiana, ad occupare ruoli di rilievo nel Pd nonostante una evidente scarsità di consenso elettorale ma oggi in evidente quaresima di potere.

Dalla fine della D.C. in molti confondono l’essere cristiani con l’abilitazione a ricostruire la Democrazia Cristiana ignorando, politicamente, che l’essere cristiani non è titolo per essere contestualmente democristiani, anzi, le differenze ce ne sono e molte.

Già al tempo della D.C non pochi erano i cristiani che non si riconoscevano in quel partito e che anzi lo combattevano perfino con maggiore animosità, come spesso succede, rispetto a tanti laici.

In realtà essere democristiani era essenzialmente un modo di far politica. Laici, mai integralisti, moderati nei toni, nelle decisioni, propensi a compromessi politici, utili per le più larghe convergenze, sempre protagonisti e mai sudditi.

Queste sono le essenziali differenze con quello che qualcuno oggi vorrebbe proporre. Sono i riferimenti che clamorosamente mancano a questi aspiranti novelli post democristiani.

Costoro propongono la ricostruzione di un movimento cattolico comunque gregario e mai alternativo alla sinistra disconoscendo la storia e la genesi dei cattolici democratici veri centristi perché alternativi alla destra post fascista ma anche alla sinistra.

Si dirà che la sinistra di oggi non è più quella di un tempo ma è altrettanto vero che l’estrema sinistra di oggi è altrettanto se non di più massimalista e laicista di quella dei tempi passati.

La Democrazia Cristiana pur in un sistema elettorale di tipo proporzionale, pur nella disponibilità della ricerca di alleanze e compromessi politici, aveva, anche per la forza elettorale di cui disponeva, una vocazione maggioritaria, ovvero rappresentava il perno insostituibile del sistema politico.

Oggi quelli che vorrebbero ricostruire il partito dei cattolici ricorrerebbero a riferimenti completamente diversi tanto da pensare che operazioni di questa fatta, permanentemente in corso, abbiano un background di furbizia e utilitarismo ma poco di politicamente serio. Un partitino per rientrare nel gioco del potere.

Questo è il momento politico che dobbiamo vivere e non solo nella nostra regione ma su scala nazionale e che contribuisce ad impoverire il dibattito politico, quello serio, a complicare la ricerca di soluzioni concrete, nuove, originali e foriere di cambiamenti per un ambiente politico sempre meno agibile.

Manca il coraggio di mettersi in gioco sostituito da una quotidianità fatta di piccole convenienze politiche.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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