Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

La fuga dei cattolici

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Corriere dell’Umbria del 10.05.23   Quando nei disgraziatissimi, per noi democristiani, anni 90 iniziò la diaspora democristiana, la maggioranza degli elettori, la pancia della DC, scelse la nascente e rampante Forza Italia di Berlusconi ma la classe dirigente, anche locale, incoraggiata da molta parte del clero, meno le equidistanti gerarchie, guardò subito con attenzione verso la sinistra considerando il partito di Berlusconi troppo aziendale, troppo liberale, in fin dei conti troppo “mondano”. Dall’altra parte il Pds, ascendente del Pd, ancora non con i vertici, prima Occhetto e poi D’Alema, ma con la classe intermedia fatta soprattutto da amministratori locali ed anche parlamentari, interrogandosi sulla necessità di allargare la base del consenso ed anche favorire una specie di disincrostazione dai resti del comunismo che ancora rimanevano in quel partito, guardò subito con interesse a quella parte di democristiani della diaspora che non volevano ingrossare le fila del centro destra.

Nacque il Partito Popolare di Bianco e Castagnetti, poi la Margherita di Rutelli ed infine la fusione con la sinistra e la nascita del Pd. E questo anche in Umbria con la sinistra democristiana di Castellani, Ciliberti, Bocci, Cozzari ed altri ancora.

In quella parte i cattolici hanno ricoperto ruoli importanti, anche di vertice. Basti citare Marini, lo stesso Castagnetti, Franceschini, Rosy Bindi, e tanti altri. Ad un certo punto si ebbe davvero la sensazione che a contaminare la sinistra erano proprio i cattolici e a farsi contaminare gli ex comunisti. Fu una stagione lunga ed in qualche caso anche vincente con il governo Prodi che esaltò la militanza cattolica a sinistra.

Da allora però è iniziato un appannamento della testimonianza cattolica e dopo la breve ed in un certo senso anomala epopea di Renzi, finita precocemente ed anche malamente, i cattolici come se fossero i responsabili della ascesa di Renzi, a poco a poco furono consegnati alle retrovie.

Con l’avvento della nuova segretaria Elly Schlein, dichiaratamente non cattolica, vicina alle tesi LGBT, favorevole al ricongiungimento di tutte le anime della sinistra da quelle post comuniste alle verdi, dei diritti omosessuali del femminismo d’antan, dalla sinistra radicale a quella libertaria, i cattolici si sono sentiti emarginati dal progetto. Tant’è che un padre nobile come Romano Prodi ha tentato di suonare di nuovo la carica non riuscendo però a raccogliere le truppe ormai sfiduciate che preferiscono il silenzio ed una disincantata estraneazione dalle vicende partitiche. Mi pare che questo fenomeno investa anche la nostra regione che si sta preparando alle elezioni europee ed amministrative.

In tutto questo ha buon gioco la segretaria Elly a perseguire il suo disegno, quello di ricostruire una sinistra “allargata” alle componenti tradizionali, a ricongiungere tutte le anime di una parte politica dichiaratamente e senza sfumature, di sinistra. Il resto si vedrà. Con Conte i conti si faranno dopo le elezioni ma quello che è ormai apprezzabile è che il partito di Elly sarà di sinistra, poco moderata,  radicale, libertaria ed ambientalista, forse anche pacifista, ma questo si vedrà, di certo non socialdemocratica e non cattolico- democratica.

Tutto questo sta facendo lievitare a sinistra una questione cattolica ovvero una emarginazione, un dietrofront politico impensabile fino a qualche tempo fa. E se nelle liste del Pd rimangono alcuni candidati cattolici rischiano di apparire come quei cattolici arruolati nel PCI come “indipendenti di sinistra” che ebbero un ruolo ideale ma non incisero nelle vicende politiche di allora.

Da apprezzare invece il complessivo chiarimento politico e soprattutto la possibilità di rafforzare un’ala moderata e popolare, non obbligatoriamente di destra, sullo scenario politico italiano.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi