Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Europee, la vera sconfitta è la partecipazione

Adolfo felix NavhqXp97LQ unsplash

Per tradizione italiota il giorno dopo le elezioni, chi ha vinto lo dichiara gongolante, chi ha perso ha retto, di certo nessuno ha perso.

Questa volta non è stato così perché il risultato è stato così chiaro e netto che ha sconsigliato leader e porta voce di avventurarsi in spericolati giochi di parole per evitare l’amara ammissione della sconfitta.

Chi è stata sconfitta, e in pochi lo dicono, è stata la partecipazione che per la prima volta è scivolata sotto il 50% e al sud ancora di più, rendendo il risultato del voto indicativo del malessere che gli italiani hanno verso non tanto la politica ma il modo di farla, verso politici preoccupati del consenso ma molto meno del contenuto delle proposte. La partecipazione è ormai una emergenza democratica che o la si affronterà adeguatamente oppure farà scivolare il Paese in un limbo dove i potentati potrebbero disporre in barba ai più cristallini processi democratici.

Per il resto, davvero solo per il resto, le europee le ha vinte in Italia Giorgia Meloni, senza discussioni, che però rischia di tornare dalla trasferta continentale con le pive nel sacco se, numeri alla mano, la coalizione popolari, socialisti, liberali riconfermeranno l’assetto precedente e se soprattutto i conservatori europei della Meloni si dovessero dividere tra quelli che vorranno collaborare con la maggioranza preesistente e quelli invece duri e puri che vorranno rimanerne distinti. Questo non sarebbe di certo gradito alla Meloni impedita ad un ruolo di riferimento in Europa e limiterebbe non poco le sue ambizioni di leaderchip continentale.

Il Pd ha vinto ed è una vittoria che potrà spendere ancor più in Italia ponendosi come riferimento della sinistra nella ancora lunga, forse lunghissima, marcia verso l’alternativa al centro destra. In Europa si limiterà a seguire le indicazioni dei socialisti europei ben preoccupati a non rompere con i popolari per continuare a governare il Parlamento Europeo.

La lista della sinistra- verdi ha manifestato una vitalità sorprendente forse anche grazie alla anomala candidatura della Salis dimostrando ancora in questa occasione la propria anima più barricadera che schiettamente europeista. Ma, come si dice nei partiti, tutto fa brodo, ovvero voti.

Forza Italia sopravvive, per molti sorprendentemente, alla morte del fondatore, padre padrone, riferimento e capo indiscusso, Berlusconi. E questo non è poco in vista di un ulteriore futuro consolidamento soprattutto in riferimento alla crisi ormai mortale dei centristi di Calenda e Renzi che non solo elettoralmente ma con i loro comportamenti stoltamente litigiosi, da vere comari, hanno dissipato un patrimonio di voti moderati, hanno offuscato le speranze di molti che speravano in nuovi riferimenti politici, hanno impedito la nascita di un terzo polo che avrebbe, dati alla mano, agevolmente superato l’ 8% ponendosi tra i protagonisti della vicenda politica italiana. Ma tant’è ora meritano solo l’oblio.

La Lega, anche con il subito sorpasso da parte di FI, dovrà dedicarsi più a regolamenti interni in via Bellerio che a prospettive politiche europee e forse anche nazionali. Bossi anche se fisicamente non più in grande forma, incombe.

Il M5S invece dovrà affrontare l’ira di Grillo che in assenza di politica e soprattutto ormai anche di voti, la butterà in caciara con il rischio stavolta della disintegrazione politica.

Questo non è il tutto perché poi c’è l’analisi delle elezioni amministrative che però sono ancora in corso visto che in tutte le città umbre più importanti si andrà ai ballottaggi. Una vicenda davvero intrigante che richiede ancora rispetto elettorale e dunque di non inoltrarsi in analisi che per altro potrebbero essere intempestive e imprudenti ma sin d’ora la sensazione è che ci potremmo trovare in Umbria tra due settimane di fronte ad una contro rivoluzione, uno tsunami politico che potrebbe trascinare via, in prospettiva delle regionali autunnali, i protagonisti di oggi e l’avvento di una nuova classe politica.

Potrebbe però anche risolversi al contrario con la riconferma degli attuali assetti politici. Una partita incerta, e già questo è molto rispetto alla convinzione di un centro destra comunque tetragono e trionfante.

Nei tempi giusti e a bocce ferme sarà necessaria una valutazione dell’accaduto perché forse obbligherà a scelte coraggiose e nuove.

 maurizioronconi@gmail.com

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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