Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Letta. Ma il PD è ancora un partito di sinistra?

Avanti un altro.

Dopo Veltroni, Franceschini, Bersani, Epifani, Renzi, Martina, Zingaretti, arriva Letta.

Non è che sia un nuovo nome, uno di primo pelo. Anzi. Sono anni che bazzica il Pd e prima ancora la Democrazia Cristiana e poi la Margherita. E’ stato Ministro, Presidente del Consiglio. I corridoi dei ministeri li conosce palmo a palmo, meno le sezioni, la periferia del partito, i bar fumosi del paesello dove si gioca a briscola e si mastica la politica.  Letta è una persona seria, con un ottimo spessore culturale, ben lontano da uno scalmanato alla “Dibba” o da bibitari vari e di certo non è un frequentatore di  Papete.

In questo la virata è decisa. Ritorniamo alla politica che per consuetudini, tradizioni familiari, preparazione culturale ed accademica, la predestinazione a questo esercizio è più scontato rispetto a chi lo fa per passione viscerale ma anche con molta improvvisazione e un pizzico di arrivismo.

Ma oggi la questione è un’altra. Enrico Letta sarà l’uomo giusto per tirare fuori il Pd impastoiato nelle sabbie mobili delle correnti e ancor più in uno spazio politico divenuto improvvisamente angusto con Conte divenuto playmaker del M5S che vuole occupare il centro sinistra della politica e con un Draghi a dirigere  con autorevolezza un’orchestra polifonica che va dalla destra salviniana alla sinistra, per quanto ne rimane, di Leu?

Ci sarebbe tanto bisogno di movimenti politici che si distinguano per i loro progetti, relazioni internazionali, vocazioni, ruolo. Ovvero qualcosa che tagli la nebbia del politicamente indistinto, della coalizione larga dove tutti si affrettano a dire le stesse cose magari con la sola distinzione di chi arriva prima a dirle.

Il borghese, popolare, democristiano, benpensante, serio, Enrico Letta sarà davvero la persona capace per ritagliare uno spazio politico al Pd? E sarà a sinistra o al centro? In Europa sarà più vicino alla Merkel  o ai socialisti? E con la rifondazione moderata, ammesso sempre che Conte ci riesca, del M5S, come la metterà? Non era forse preferibile che da subito il Pd avesse scelto un leader chiaramente schierato, indiscutibilmente socialista e che avesse da subito presidiato l’area social riformista, che si fosse industriato da subito a costruire l’ala della sinistra democratica nello scenario politico nazionale che pure sarebbe necessaria per una sana alternativa?

Forse Enrico Letta riuscirà ugualmente nell’impresa ma di certo sarà un centroavanti più portato ad arretrare verso il centro che non ad avanzare verso l’ala sinistra.

Ritorna sempre lo stesso dilemma. Ma IL Pd è un partito di sinistra?

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi