Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Umbria. La sanità non va ma il generale se ne va

Sanità

C’è da rimanere increduli.

Quando l’Umbria per numero di vaccinati, è molto più vicina alla coda che non alla testa rispetto le altre regioni, quando l’arancione si tinge di rosso, la guerra contro il virus se non è persa è di certo costellata di tante battaglie perse, un esercito di malati cronici, neoplastici, cardiopatici, nefropatici, immunodepressi, non hanno ricevuto ancora uno straccio di sms che li avverta dell’imminenza della vaccinazione, perfino gli ultra centenari, credo caso unico in Italia, ancora attendono d’essere vaccinati, quando i medici di medicina generale nel ricevere le rare dosi di vaccino per i loro pazienti anziani non hanno avuto contestualmente le siringhe per le inoculazioni, il pluri inaugurato ospedale da campo inutilizzato ed oggi ci si accorge anche inagibile,  quando il caos e la disorganizzazione  ormai la fanno da padroni, il Direttore regionale della Sanità umbra, anch’egli autorevole membro della comunità veneta, si ritira e va in pensione.

Di solito nell’affidare un incarico di apicalità, tra i requisiti essenziali richiesti c’è la necessità e anche l’impegno di almeno ancora cinque anni di servizio prima del pensionamento. La logica di tale requisito è quello di garantire una continuità funzionale nell’importante ruolo senza causare incertezze di sorta.

Invece in Umbria ci vogliamo, si vogliono, distinguere anche in questo.

Nel pieno della guerra contro la pandemia, il generale gira le spalle e se ne va. Come a richiamare alla memoria un certo “Schettino”.

Non ci sono più giustificazioni e neppure parole.

Una unica speranza. Appunto, su Speranza e anche Draghi. Che si accorgano che in questa piccola regione stanno avvenendo cose turche, ingiustificabili, inaccettabili, dolorose.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi