Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Una marcia per gli umbri

Ronconi Maurizio

                                                    

La tempesta che si è abbattuta sulla Giunta Regionale dopo la delibera sulle nuove tasse ha solide ragioni.

Non si tratta di un semplice rialzo di tasse, di un aumento marcato della imposizione fiscale ma di una deliberata, seppur improvvisata, scelta politica con implicazioni sociali.

Si è giustificato l’aumento significativo delle tasse, con la necessità di pareggiare il disavanzo del comparto sanitario. Le bugie hanno le gambe corte e nel giro di pochi giorni si è chiarito che a fronte di un prelievo dalle tasche degli umbri di 184 milioni, 111 non saranno destinati alla sanità. Perdipiù una manovra che non chiarisce quali intenti ha la Regione per riorganizzare il comparto sanitario, razionalizzare servizi e ospedali, abbattere liste di attesa.

In definitiva un brutto pasticcio, una operazione politica che non si è voluta dichiarare ma che ormai appare con contorni chiari. Un prelievo verso pochi senza alcuna redistribuzione.

La manovra finanziaria colpisce i cittadini con redditi dai 28.000 ad oltre i 50.000 (questi ultimi, 38.000 umbri, particolarmente tartassati).

In definitiva si è immaginata una manovra che colpisce abnormemente i cittadini che già pagano le tasse, quelli a reddito fisso, funzionari, operatori della sanità, universitari, quadri, con invece l’ennesima tana libera tutti per gli evasori.

Una operazione depressiva, dall’innegabile stampo venezuelano, alla Maduro, che immagina una decrescita felice perché si vanno a colpire quei ceti che alimentano i consumi, che hanno (avevano!) propensione agli investimenti, che rappresentano in larga parte l’Umbria produttiva, il ceto culturale e direttivo.

Un vero e proprio disegno politico che quella sinistra, quella storica, che per tanti anni ha governato l’Umbria mai aveva immaginato ed attuato perché loro sapevano che avrebbe spinto l’Umbria verso una retrocessione sociale favorendo fughe di intere classi sociali quelle rappresentative non solo economicamente ma culturalmente e professionalmente.

Dopo tanti sermoni in difesa degli addetti al comparto sanitario, con che faccia, dopo questa tranvata fiscale, si chiederanno nuovi impegni per irrobustire la sanità pubblica, per trattenere in Umbria i più capaci, per tamponare la mobilità sanitaria, per arricchire anche la nostra università di nuovi e valenti docenti. Chi sceglierà ora di stabilirsi in Umbria, prima fra tutte in pressione fiscale, in una regione che si sta dimostrando insensibile ed ostile verso chi per capacità aspira ad un ruolo sociale ed economico più elevato. Saremo sempre più l’Umbria dei pensionati e dei vecchi, con pochi giovani che quando potranno fuggiranno.

Con queste scelte la Regione sembra preferire gli abiti dello Sceriffo di Nottingham rispetto a Robin Hood, spinge per una nuova divisione in classi, proletari e borghesi, ricchi e poveri, tra chi paga le tasse ed evasori. Non è un bel biglietto da visita.

Ma i tempi, i nuovi mezzi di comunicazione dicono che anche in una regione piccola e geneticamente sonnecchiosa come l’Umbria, il tam tam mediatico fa lievitare il malessere non più mediato da sindacati bensì da iniziative che potrebbero assomigliare alla sia pur lontana nel tempo marcia silenziosa dei 40.000 di Torino del 1980, quella dei “colletti bianchi”. In Umbria non sarebbero in quarantamila ma tanti cittadini vessati perché considerati borghesi, ricchi perché guadagnano più di 25.000 euro e pagano le tasse, che appena avuta definitiva contezza dell’entità del prelievo fiscale a cui dovranno far fronte, potrebbero davvero manifestare in tanti sotto Palazzo Donini.

Questa sarebbe una iniziativa originale e davvero scuotente per la Giunta e tutto il sistema del potere regionale sempre più strabico non tanto verso sinistra ma verso un populismo fatto di presunzione che finirà per impoverire tutti.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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