Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Un Commissario per la sanità umbra

Sanità
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Ormai siamo allo sbando.

L’Umbria, dopo che nei primi mesi sembrava essere risparmiata dalla pandemia con contestuali autocelebrazioni da parte dei politici locali, ora è la regione più colpita dal Covid, la sensazione di una situazione fuori controllo, chi dovrebbe gestire l’emergenza non parla, non indica azioni né soluzioni, si chiedono (giustamente) più vaccini ma non si sa chi debbano essere i vaccinatori.

Le vittime della pandemia del Covid non sono  di certo solo gli infettati dal virus ma  gli oncologici, i cardiopatici, i malati cronici ai quali sono state sbarrate le porte degli ambulatori ed impedite le indispensabili visite di controllo.

Una chimera potersi sottoporre ad un esame strumentale a meno che non si ricorra alla sanità privata. E non tutti sono in grado di poterlo fare.

In pompa magna si inaugura un ospedale da campo, costato un occhio, ma dopo il taglio del nastro ci si accorge che non funzionerà per mancanza di medici ed infermieri.

Gli ospedali sono stati trasformati in veri e propri inespugnabili fortini per impedire l’ingresso del virus vietando però anche l’ingresso ai malati. Della convenzione (sic!) con l’Ospedale di Civitanova Marche per trasferire pazienti Covid non se ne parla più.

Gli umbri avrebbero un disperato bisogno di capire tra virus brasiliano, sud africano, inglese, cosa poter fare e cosa no ma poi stormi di ragazzini, senza mascherine ma con la birra in mano, invadono i nostri centri storici senza che le autorità locali alzino un dito. Ma chi di dovere, Assessore in testa, tace, continua a tacere.

In regioni limitrofe, pur con criticità, le vaccinazioni vanno  procedono e gli ultraottantenni vengono chiamati per sottoporsi alla vaccinazione. In Umbria non si muove ancora nulla tranne alcuni giovani medici costretti ad emigrare in altre regioni perché qui in Umbria di bandi per le assunzioni  neanche l’ombra.

E in questa desolazione i Consiglieri regionali  non trovano meglio che rinfacciarsi nomine e responsabilità.

Gli umbri non si meritano tutto questo, non meritano d’essere abbandonati in un momento di straordinaria emergenza, di non poter ricevere le cure necessarie, di veder morire tanti concittadini, di vivere in una incertezza  drammatica, di sopportare una perdurante latitanza di chi dovrebbe invece essere diuturnamente in trincea.

Non funziona, non ci sono capacità per far funzionare la macchina sanitaria regionale.  C’è l’impressione che si navighi a vista senza un progetto, senza intravedere un approdo.

C’è da invocare, ormai, un commissariamento della sanità regionale, la nomina da parte del governo di un responsabile, capace, autorevole, coraggioso, determinato, esperto, impermeabile alle camarille della politica, che possa, velocemente, mettere ordine, riorganizzare , far funzionare, individuare criticità e necessità, che superi ostacoli e burocrazie, che incoraggi ed incentivi gli operatori, che attui un veloce e credibile piano di vaccinazione, che sia davvero un riferimento per la gente.

D’altra parte la Giunta regionale già mesi fa aveva individuato questa necessità indicando magari in modo troppo strumentale l’ormai “deparecido “ Bertolaso. Ecco, ci vorrebbe un provvedimento simile ma assunto, considerata l’emergenza umbra, dal governo nazionale,  rifuggendo strumentalità politiche e di parte, rilevando l’incapacità a fronteggiare una situazione davvero drammatica da parte di chi istituzionalmente dovrebbe farlo.

 

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi