Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

La scelta europeista di Giorgia

Adolfo felix NavhqXp97LQ unsplash

Dal “Corriere dell’Umbria” del 1 dicembre 2023

Alla vigilia delle elezioni politiche dello scorso anno era prevalente il timore che un governo di destra con a capo Giorgia Meloni avrebbe rafforzato la corrente sovranista, euroscettica, rivendicazionista che già aveva in Orban, con il polacco Kaczynski, la Le Pen, rappresentanti assai agguerriti e sempre disponibili a fronteggiare i popolari ma anche i socialdemocratici, Macron, Scholz, Ursula Von der Leyen.

La dura opposizione esercitata da Giorgia Meloni al super europeista Mario Draghi, prima anche a Monti, le strette relazioni mantenute e coltivate con gli euroscettici, con la destra spagnola di Vox, la presidenza del partito dei conservatori europei, non autorizzavano facili illusioni rispetto ad una auspicata continuità del tradizionale europeismo dell’Italia.

Invece in questi primi mesi di governo della Meloni abbiamo assistito ad uno stupefacente riposizionamento, ad una strambata a 360 gradi, ad una sia pur elegante e mai esibita presa di distanza da Orban e compagnia, verso un europeismo magari di nuovo conio, positivamente originale perché attento alle esigenze nazionali ma anche assai consapevole delle attese e delle volontà di quei partiti al governo in Europa e dichiaratamente europeisti, popolari o socialdemocratici.

Una bella sorpresa che non va di certo ridotta ad una tentazione ribaltonista bensì nella consapevolezza che abbiamo bisogno di essere protagonisti in Europa, di essere apprezzati e dunque anche di condividere progetti e traguardi comuni.

In questo, molto più che nelle scelte di politica nazionale dove ancora traspare la caratteriale ruvidezza, Giorgia Meloni si sta facendo apprezzare per il realismo e una capacità di analisi politica libera da lacci ideologici o anche solo programmatici per interpretare una attualità che richiede attenzione e non passi falsi.

Le conseguenze positive di queste scelte non sono mancate, per ultimo l’aver ottenuto, primi in Europa, anche la quarta rata del PNRR di cui abbiamo maledettamente bisogno. Il governo ha puntualmente rispettato gli impegni ma anche la Commissione Europea ha correttamente declinato ed interpretato necessità ed attese del nostro Paese.

Queste scelte hanno fugato timori e perplessità della prima ora e riposizionato l’Italia tra i Paesi protagonisti e leader in Europa. Proprio quello che aveva fatto Mario Draghi.

Analogamente a quanto avvenne anni fa nei confronti della sinistra, anche la destra della Meloni (ma in Europa è difficile ormai considerarla destra e non invece con maggiori affinità con il Partito Popolare) si affranca da una storia che a torto o a ragione la considerava come partito nostalgico o almeno tentato da una mai sopita nostalgia di un passato a tutti ben presente.

Ma come sempre, la politica non è immobile nelle sue scelte bensì sempre in evoluzione. Quello che Giorgia Meloni ha guadagnato in considerazione, credibilità, affidamento può essere sempre rimesso in discussione, anzi è proprio la destra più esposta da parte dei Paesi Europei a tentativi di revisionismo e dunque maggiore deve essere l’attenzione, la determinazione e la prudenza soprattutto da parte di quei compagni di viaggio, di partito o alleati, di Giorgia che non infrequentemente dimostrano di non essersi ancora “acclimatati”, di accusare qualche “scivolata”, di non aver ancora compreso che la nuova destra di Giorgia è ben diversa da quella di Almirante, Rauti e perfino Fini.

Si è aperta da quella parte una nuova stagione. Si vedrà se ci sarà impegno per rafforzarla, darle gambe per camminare più speditamente e con maggiore consapevolezza e dunque autorevolezza.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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