Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Il risveglio dei cattolici

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Come ormai avviene, ciclicamente, i cattolici di destra e di sinistra, più di sinistra che di destra, si fanno rivedere, anzi risentire, si interrogano sulla politica, sul loro ruolo, su quello che vorrebbero e su ciò che invece è. Anche la scorsa settimana incontri, reunion, tra vecchie facce e aspiranti nuovi protagonisti.

Non è ancora facile per i cattolici, almeno per molti di essi, dopo aver condotto, condizionato, diretto e governato l’Italia, per cinquanta anni essere, in quanto tali, del tutto ininfluenti nell’Italia di oggi.

Non è che i cattolici in politica non ci siano più. Anzi, infiltrano, diciamo così, tanti attuali partiti di destra e di sinistra, in alcuni casi sono anche esponenti autorevoli ma di certo non li contaminano. Oggi i partiti sono laici nel senso che hanno un approccio meno ideale alle questioni ma più pragmatico, origliante i desiderata degli elettori, magari quelli più immediati e popolari, più semplici da soddisfare, meno i grandi progetti in particolare quelli sociali ed ideali.

Quando l’Italia ha iniziato a fare a meno dei grandi progetti sociali tesi a cambiare e modernizzare il nostro Paese, quando si è andati verso una secolarizzazione della società, la conseguenza, almeno quella politicamente più significativa, è stata la polverizzazione del partito dei cattolici.

A ciò si aggiunga un nuovo atteggiamento della Chiesa, non più romanocentrica, con Papi stranieri che avevano al centro dell’impegno l’universalità della Chiesa e con Papa Francesco, sud americano, distante anche culturalmente dalla geopolitica italiana ed europea.

Queste mutazioni epocali hanno colto i cattolici italiani impegnati in politica a dir poco distratti se non disinteressati con la conseguenza di una progressiva, veloce e irrimediabile emarginazione del loro ruolo, la fine del loro partito. Alcuni hanno tentato di risalire la china, di salvare il salvabile, di salvaguardare un ruolo, ma l’hanno fatto a titolo personale, spesso per ambizione, conflittuali gli uni con gli altri nel vano tentativo di preservare il proprio spazio, di difendere la propria iniziativa, dando luogo a spettacoli desolanti che hanno ancor più convinto la gente e gli elettori della vacuità di questi autoproclamatisi leader e dei loro altrettanto incerti programmi.

Ora, appunto, come avviene ciclicamente e anche con una certa puntualità, quando le vicende manifestano una vacanza sin troppo evidente, tornano ad incontrarsi, lamentando che la politica non può fare a meno del protagonismo dei cattolici, della loro moderazione. Ma ci si ferma ancora qui, non si va oltre.

Nessuno che immagini che un partito dei cattolici, meglio un partito per i cattolici, dovrebbe avere un cemento fondante fatto di due o tre architravi ideali intorno ai quali riconoscersi e per i quali battersi.

Via i leaderismi soprattutto quando sono ambìti da gente ormai datata sia anagraficamente che culturalmente, non più partiti in provetta alimentati da polverosi alambicchi, via la surrettizia divisione tra destra o sinistra che non serve, anzi è d’intralcio quando si deve costruire un partito dalle ambizioni maggioritarie, non alleato ma riferimento per gli altri, due o tre grandi temi di impegno programmatico.

Organizzazione sociale del Paese fondata su un diffuso e irrinunciabile solidarismo. Uno Stato prudente ma presente. Libertà di iniziativa e di impresa. Difesa della famiglia, ampiamente intesa, come nucleo fondamentale della società. Partito laico, non laicista, non clericale ma non anti clericale. Libertà di religione e volontà di convivenza pacifica.

Pochi punti per ricostruire una presenza di cui si sente davvero la necessità meno invece dei lamentosi vagiti di personaggi ormai orfani di un ruolo o alla ricerca di un ruolo.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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