Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Gli italiani e i loro politici

Adolfo felix NavhqXp97LQ unsplash

Per chi ha fatto politica per tanti anni è difficile ammetterlo.

L’epidemia ha dimostrato che gli italiani sono migliori dei loro politici.

Strade deserte, i pochi che si incontrano con le mascherine e i guanti, poche, pochissime eccezioni alle indicazioni, peraltro perentorie, di evitare assembramenti, di stare il più possibile al riparo nelle abitazioni, di mantenere le distanze di sicurezza, di evitare perfino gli amici, di cambiare, in definitiva la vita.

E gli italiani, tranne qualche eccezione, magari non non pochi mugugni, di certo giustificati e comprensibili di quei commercianti, artigiani, addetti alla ristorazione e al turismo, lavoratori che la quarantena ha scaraventato nell’abisso dell’incertezza e spesso anche dell’indigenza,  rispettano con grande diligenza, perfino con pignoleria le raccomandazioni per evitare l’avanzata dell’epidemia e favorire la vittoria sul virus.

Gli italiani da sempre divisi da rivalità territoriali, politiche, religiose, culturali, geografiche, in questa occasione stanno dimostrando d’essere invece un popolo forte, determinato, unito nella volontà di vincere la sfida dell’epidemia. Comportamenti e scelte che ci fanno vincere la battaglia più difficile, quella contro il virus. Una bella sorpresa che fa essere ottimisti anche per il futuro che richiederà altrettanto coraggio e voglia di fare per risalire una china che sarà assai poco agevole.

Dall’altra una classe politica che, con qualche eccezione,  in queste settimane drammatiche, ha saputo distinguersi per litigiosità, contrapposizioni, incapacità a collaborare per il bene comune.

Presidenti di regione che dal primo giorno hanno partecipato al coro del controcanto rispetto ogni decisione assunta dal governo, con il risultato di generare una confusione anche organizzativa che di certo non ha favorito la lotta e la mobilitazione nei confronti del virus.  Forze di maggioranza e di opposizione che mentre avrebbero dovuto cercare un comune denominatore, ragioni di impegno condiviso, per superare insieme un momento drammatico, il più drammatico, si sono impegnate solo nella ricerca dell’aia per misurare le loro meschine zuffe.  Incuranti dell’esempio che quotidianamente offriva loro il popolo italiano.

Si diceva di alcune eccezioni. Il Presidente del Consiglio che pure tra non poche sbavature, specialmente comportamentali e comunicative, pur con scarsa, scarsissima esperienza, in qualche modo si è sforzato ad interpretare il ruolo del timoniere della barca nella tempesta più difficile, l’intramontabile Berlusconi che ha saputo distinguersi da alleati rissosi, inconcludenti ed astiosi oltre che imprudenti nelle relazioni internazionali, l’ex golden boy della politica nostrana, Renzi, pur sempre un po’ sbruffoncello,  si è dedicato di più a costruire ponti con le opposizioni che ad approfondire il fossato delle differenze.

Passata l’epidemia mancherà l’ultimo passo. La consapevolezza da parte degli italiani della inadeguatezza dei loro politici ed evitare così di nuovo l’errore di scegliere ancora rappresentanti incapaci ed inadeguati per avviare invece la ricostruzione sociale, morale, economica  post epidemica con una nuova, anzi, diversa classe di politici che metta al primo posto il bene comune.

All’uopo servirà una nuova classe di politici ma anche il richiamo di parte della riserva troppo frettolosamente messa in disparte da un “populosovranismo” fonte  solo di sventure.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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