La storia è conosciuta. Urgente necessità della Regione Lombardia durante l’epidemia di Covid di approvvigionamento di camici. Trattative private e una ditta si aggiudica l’appalto ma, dopo notizie che rivelavano che la stessa ditta è del cognato del Presidente della Regione, Fontana, la vendita si trasforma in donazione con l’aggiunta, però, di un bonifico di 250.000 euro proveniente da una banca svizzera, emesso da un conto milionario dello stesso Fontana a favore del cognato, risarcito così in qualche modo della donazione “forzosa” di camici alla Regione Lombardia.
Sono convinto che Fontana se non l’uomo della Provvidenza, sia una specie di cherubino che, accortosi dell’operazione imbastita dal cognato (da imprenditore partecipa e cerca di aggiudicarsi appalti), da vero premuroso padre dei cittadini lombardi, intacca il suo milionario deposito svizzero per donare 250.000 euro, non ad una persona qualunque, ma ad una azienda di cui la moglie detiene il 10% delle quote e il restante fa capo al solito cognato.
Bravo Fontana: un politico disinteressato agli affari e pronto ad agire per bene comune.
Ed hanno torto tutti coloro che oggi invece lo accusano di aver maldestramente cercato di mettere una toppa su di un’operazione che puzzava anche da lontano di tangenti o almeno di interesse privato, quelli che si chiedono come un Presidente di Regione non tanto possa avere un conto di oltre 5 milioni di euro, fortunato, ma soprattutto perché questo conto era stato costituito alle Bahamas, poi trasferito, scudato, ovvero regolarizzato, in Svizzera.
Certo non è bello che ad un Presidente della più importante regione d’Italia faccia capo un conto milionario costituito illegalmente in un paradiso fiscale e neppure che un personaggio con un rilevante incarico istituzionale non usi le banche nostrane ma per un evidente deficit di fiducia si affidi ai finanziariamente rassicuranti ed omertosi svizzeri.
Ma tant’è. Continuo ad immaginare l’emaciato Fontana come un benefattore, una specie di cherubino pronto a concorrere, in silenzio, senza pubblicità, al bene dei suoi corregionali.
Però, per esperienze vissute, in politica di cherubini non se ne incontrano, quella piazza è invece affollata di Belzebù.

