Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Coronavirus: la Lega alla ricerca dell’autonomia perduta

Adolfo felix NavhqXp97LQ unsplash

Quello che la straordinaria emergenza virale ha dimostrato è che la declinazione della autonomia regionale, soprattutto in alcuni settori strategici come la sanità ma anche i trasporti, non solo è impercorribile ma rischia davvero di procurare danni.

D’altra parte come è immaginabile che a fronte di pandemie, di un virus maligno che non conosce non tanto confini regionali bensì perfino planetari, ogni regione possa scrivere le regole, organizzarsi in modo autonomo.

Lo si è visto. La Lombardia culla ideologica della autonomia leghista, un minuto sì e l’altro pure, ha chiesto, si è riferita, al governo nazionale per suggerire ma soprattutto per ricevere.

D’altra parte la scienza non ha confini nazionali, figuriamoci regionali e dunque le modalità di trattamento ma soprattutto di prevenzione sono quelle e comunque da applicare indistintamente su tutto il territorio nazionale.

Gli amministratori della Lombardia questo l’hanno capito e soprattutto hanno capito come sia ormai archiviata l’insistenza della autonomia sanitaria anche perché insistere su questo punto potrebbe alla fine sollevare il velo sui motivi di una sanità regionale da molti lodata fino all’eccesso  che ha non tanto visto emergere il primo focolaio ma soprattutto moltiplicare in modo drammatico il contagio senza possibilità o capacità di argine.

Allora che si fa? Come insegnano tutti gli strateghi, si apre un nuovo fronte, quello della “pseudo autonomia” nominando Bertolaso come una specie di commissario regionale al coronavirus, chiedendo l’apertura di un nuovo ospedale in zona Fiera e soprattutto pretendendo presidi e personale per altro introvabili.

Una manovra che sa tanto di predeterminazione politica, di cui il Paese non ha bisogno quando pure sta dimostrando una forte coesione, quella che ha sempre dimostrato nei momenti più difficili.

Certo se tutto questo è giustificato dalla ossessiva necessità da parte degli amministratori lombardi di dare risposte ad una popolazione sempre più impaurita ma anche per dimostrare capacità decisionali ed allontanare sospetti di passate incertezze, dall’altra parte in un momento difficilissimo ci fa ripiombare in un bizantinismo politico che è la cosa di cui oggi abbiamo meno bisogno.

Il rischio è che la gente, esausta, riapra la scarpiera di casa, indossi i vecchi stivaloni e dia un calcio sul sedere a costoro.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi