Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Coronavirus e la caccia al vaccino

Sanità

A Wall Street è caccia alle società che batteranno il coronavirus

Sarà la Cina o saranno gli Stati Uniti a dare per primi l’annuncio della grande scoperta che potrà salvare migliaia di vite

E’ una corsa contro il tempo. La ricerca di un vaccino che possa fermare il coronavirus prosegue senza sosta. Ogni minimo segno che indica l’avvicinarsi della meta ha grandi ripercussioni sui titoli delle società coinvolte. E’ quanto successo nelle ultime ore: poche parole di speranza hanno fatto muovere i flussi di investimento sui mercati. La gara è anche tra Paesi. Sarà la Cina o saranno gli Stati Uniti a dare per primi l’annuncio della grande scoperta che potrà salvare migliaia di vite. Le notizie che trapelano sono poche e ci vorrà del tempo perché si arrivi alla commercializzazione di una soluzione efficace. Ci vogliono, infatti, anni per sviluppare ricerche e sperimentazioni.

Le società che batteranno il virus

Al momento nel focus degli investitori ci sono nomi come quello del colosso farmaceutico Usa Gilead. Nel mirino è finita però anche una piccola azienda biotech americana che si chiama Moderna.

Gilead ha già in mano un medicamento che potrebbe aver effetto. Si chiama Remdesivir ed è stato citato dall’Oms, l’Organizzazione mondiale per la sanità nei giorni scorsi. Si tratta di un preparato che è stato pensato per sconfiggere un’altra grave malattia: l’Ebola. E’ da vedere se Remdesivir diventerà davvero un modo per combattere anche l’epidemia da coronavirus o se si tratta soltanto di una soluzione ponte che aiuta finché non arriva il vaccino definitivo. In ogni caso, gli analisti di Bank of America, hanno già calcolato quanto questo farmaco potrebbe valere. Secondo le analisi, il Remdesivir potrebbe raggiungere vendite per 2,5 miliardi di dollari l’anno in tutto il mondo (l’anno scorso Gilead ha fatturato 22,5 miliardi).

Le piccole biotech

Sul fronte del vaccino anti coronavirus sono molto attive le piccole società biotech. Hanno un modello di lavoro più efficace: da anni, queste aziende-laboratorio sono impegnate solo nella ricerca e successivamente vendono ai grandi colossi del settore le proprie scoperte. In prima fila, contro il coronavirus c’è Moderna, una realtà che sta utilizzando tecnologie vaccinali più recenti, che potrebbero consentire la produzione e lo sviluppo di vaccini molto più velocemente rispetto alle tecniche più vecchie. Moderna, nei giorni scorsi ha annunciato di aver già portato in fase clinica 1, un proprio vaccino. Significa che presto potrebbe arrivare la buona notizia. La Borsa ha premiato questo risultato con un balzo del titolo della società del 30% in pochi giorni. Moderna non è la sola azienda tenuta d’occhio. Tra le biotech più citate in queste settimane ci sono anche altre due realtà americane: Novavax e Inovio Pharmaceuticals. Anche nei loro laboratori si lavora senza sosta. Per arrivare prima di altri all’annuncio che tutti aspettano. (La Stampa) 

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi