Ricapitolando. Non mi pare né sensato né corretto speculare politicamente sulla epidemia di coronavirus. E tuttavia gli ultimi 15 giorni abbiamo dovuto sopportare oltre che i bollettini provenienti dalla Cina, i toni trionfalistici con tanto di foto di gruppo tra politici e ricercatori protagonisti dell’isolamento del virus dopo che lo stesso era già stato isolato in mezzo mondo, la quarantena alla Cecchignola di un gruppo di allegri cinesi sani come pesci, un’altra quarantena di italiani altrettanto sani, cronache allarmate per sospetti infetti che infetti non erano, un ragazzo sano riportato in Italia in in una specie di sarcofago tenuto per mano dal vice ministro alla sanità (per questo inquadrato da una miriade di telecamere) con un volo militare, un ministro degli esteri , Gigino, impettito e tronfio che predicava a pranzo e a cena di quanto erano solerti, bravi, anzi, i più bravi.
Alla fine ci accorgiamo che nel mezzo di una epidemia ormai mondiale si sono dimenticati di fare il test per possibile contagio di coronavirus a cittadini che manifestavano da giorni una sintomatologia sospetta. Anzi si sono proprio dimenticato di fare diagnosi di presunzione tant’è che perfino operatori sanitari e degenti si sono anch’essi infettati.
PER DIRE CHE DAREBBE STATO MEGLIO INDULGERE DI MENO IN INUTILI PROTAGONISMI E DETERMINARE UN APPROCCIO PIÙ SERIO
Coronavirus: falsità e responsabilità

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