Il diario di Maurizio Ronconi

X · Facebook · Contatti

Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Dalle amministrative alle regionali

Quirinale

Come prevedibile, passate le elezioni amministrative, valutati i risultati, mi pare in modo approssimativo e frettoloso come d’altra parte si addice a questa stagione politica, inizia la riffa dei nomi candidati prossimi venturi alle regionali.

Dopo le consultazioni amministrative quello che appariva scontato, ovvero una nuova vittoria in Umbria del centro destra, con tutte le città più grandi ora non più amministrate da questa coalizione, non è più assolutamente scontata ed anzi la riconferma appare in cima ad una strada in salita. Per questi motivi la scelta dei candidati presidenti alle regionali appare assai importante e perfino determinante per ambedue gli schieramenti.

A sinistra sino a qualche settimana addietro appariva scontata la candidatura della sindaca di Assisi nonché Presidente della Provincia. Donna determinata, ormai avvezza alle questioni amministrative, con solidi legami con la potente famiglia francescana e generalmente con quel mondo cattolico che afferisce ad Assisi, con il ruolo ricoperto in una città universale come Assisi che gli ha consentito di consolidare rapporti anche al di là della regione, sufficientemente equidistante con i partiti che la sostengono avendo evitato appartenenze specifiche favorendo invece l’immagine di donna di coalizione.

Dall’altra parte abbandonare la sindacatura a metà mandato, alla vigilia dello straordinario e per Assisi ancora di più, appuntamento del Giubileo ed anche, sia pure questione minore ma con la sua valenza politica, il doppio mandato svolto come sindaca che teoricamente vieterebbe al M5Stelle di proporla o appoggiarla, sono condizioni sufficienti a favorire quei riti bizantini di cui il PD è maestro, per definire la scelta del candidato.  Se a Perugia questo metodo ha avuto successo, in tante altre occasioni è stato motivo di sconfitta.

Nel centro destra oltre a leccarsi le ferite causate dall’esito delle amministrative, il destarsi dopo una sia pur breve stagione di potere assoluto che consegnava anche l’illusione della eternità senza poter contare più sul caposaldo di Perugia, con Foligno ormai alquanto incerta, Spoleto, Terni, Marsciano, Assisi, Città di Castello e Gualdo Tadino ormai amministrate da altri, qualche domanda, qualche certezza di meno lo dovrà pur porre. Se si aggiunge la possibile candidatura autonoma di un esponente “Bandecchiano” che potrebbe sottrarre consensi soprattutto alla destra, il futuro potrebbe essere ancor più incerto.

Non appartengo al plotone di esecuzione che immancabilmente scende in campo subito dopo una sconfitta con il compito non solo di eliminare politicamente chi ha guidato le battaglie perse ma anche per far largo ai rincalzi, però la vicenda nel centro destra una sua complessità ce l’ha ed ignorarla esporrebbe a rischi notevoli.

La sensazione è che in Umbria, ma anche a livello nazionale, il centro destra negli ultimi anni è enormemente cresciuto elettoralmente ma molto meno nella consapevolezza delle nuove responsabilità e ancor più nella classe dirigente. Il risultato uno scollamento con la base elettorale e con i cittadini dell’Umbria molti dei quali hanno stentato a riconoscere differenze tra questo centro destra e la sinistra che per anni ha governato. E’ stata bocciata la continuità ovvero quella mancata cesura con il passato che la destra non ha saputo garantire e che la gente si aspettava.

Se le condizioni sono queste, riconfermare sic et simpliciter quello che è stato e soprattutto quelli che ci sono stati, sarebbe per il centro destra esiziale.

Non è che obbligatoriamente bisognerà cambiare tutti i protagonisti della stagione che si sta chiudendo ma sarà fondamentale la scelta dei modi e dei metodi per selezionare la nuova classe dirigente.

Dovranno essere evitate cene e convivi per pochi, cenacoli, conclavi laici o peggio tavoli romani con il bilancino al centro. Metodi vecchi che puzzano di stantio ed impregnati di muffa.

Aprire porte e finestre, se possibile scoperchiare tetti e solai, favorire uno straordinario ed inedito confronto con tutta la società regionale per farsi proporre e se possibile adottare un programma condiviso, assegnare ai cittadini elettori la reale e concreta possibilità di scelta anche dei prossimi amministratori, compreso il candidato presidente. Se poi alla fine di questo importante processo i cittadini dovessero scegliere la continuità, la conferma degli attuali protagonisti, gli stessi avrebbero comunque guadagnato rinnovata fiducia ed autorevolezza.

In definitiva ed in sintesi se il centro sinistra potesse evitare le lungaggini dei sia pur laici riti bizantini forse guadagnerebbe qualche chance di vittoria in più, per il centro destra invece questa fatica sarebbe fondamentale per concorrere alla pari nel nuovo appuntamento elettorale delle regionali.

Pubblicato sul Corriere dell’Umbria il 11 luglio 2024

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

← Articolo precedente

Articolo successivo →