Ieri, ad un convegno organizzato al Senato da quelli che sono critici verso le disposizioni sanitarie emanate per fronteggiare il propagarsi del Covid, oltre al sempre presente critico d’arte e showmen, Vittorio Sgarbi, hanno ingombrato la scena un chiaramente inconsapevole Bocelli e soprattutto il senatore, capitano legista oltre che ex ministro dell’Interno, Salvini.
Quest’ultimo in modo provocatorio e come a sfidare chissà chi, in modo plateale ha rifiutato di indossare la mascherina pur trovandosi in luogo pubblico e al chiuso, per di più nella prestigiosa sede istituzionale del Senato della Repubblica.
Non è che dei comportamenti di Salvini ci sia molto da apprendere e tuttavia nel tempo in cui la disperata battaglia contro il virus fa consigliare da tutti gli scienziati del mondo che saranno determinanti per sconfiggere la pandemia i comportamenti, quando sindaci e presidenti di Regione immaginano di rendere obbligatoria la mascherina anche all’aperto e chi non la indossa al chiuso viene multato, il Senato, la sua Presidente che cosa fanno rispetto al comportamento, sciocco?, da ignorante?, inutilmente provocatorio?, del prode, si fa per dire, Salvini,?
Lasciamo che questi comportamenti rimangano impuniti mentre magari il ragazzotto sedicenne che il sabato sera gira, balla, senza mascherina lo multiamo?
Non ci avevano detto che i senatori, i parlamentari, per primi debbano mostrare comportamenti consoni e soprattutto d’esempio per tutti i cittadini? Oppure davvero, e su questo i dubbi sono pochi, Salvini va iscritto di diritto al circolo della casta, quella vera, a cui partecipano quelli che per ruolo, posizione si immaginano impunibili.
Vedremo se alla Presidente del Senato sfuggirà anche questa volta la necessità di ristabilire una credibilità e soprattutto l’autorevolezza del Senato oppure preferirà che là dentro si continuino ad esercitare comportamenti più da borgata, con tutto il rispetto delle borgate, che da austero ed autorevole luogo delle Istituzioni.

