Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Una nuova arma per la guerra

Adolfo felix NavhqXp97LQ unsplash

La guerra si continua a fare con le pallottole, carri armati e missili. Ma oggi non solo con questo. C’è un’arma in più, potente, forse risolutiva. I nuovi strumenti di comunicazione e i social.

La disperata e disgraziata guerra ucraina è scandita momento per momento dai reportage dei giornalisti in contatto 24 ore su 24 con le loro Tv e giornali, con le immagini dei telefonini, con le videochiamate dal fronte, dalle case e dai rifugi di quei poveri cittadini, inermi, ucraini che loro malgrado si trovano nel bel mezzo di una guerra ai più, immotivata.

Ormai la guerra si svolge su un grande palcoscenico con la platea gremita da tutti noi che allibiti e terrorizzati assistiamo.

Si illuderebbe Putin o chi per lui che la guerra sarà vinta sul campo con i carri armati e i missili perché la comunicazione, i social, avranno inevitabilmente un ruolo importante e forse  anche determinante. Rappresenteranno l’arma finale.

Questi nuovi strumenti della comunicazione non solo influenzeranno l’esito finale della guerra ma anche le scelte politiche. Saranno lo strumento che determineranno la scelta dei nuovi leader del mondo e anche quelli che condanneranno i perdenti.

Le scelte strategiche ma anche quelle politiche che indirizzeranno l’esito della guerra vengono praticamente assunte  sullo stesso grande palcoscenico con tutti noi spettatori che con le nostre preoccupazioni e angosce, attraverso gli stessi strumenti comunicativi, riusciamo a trasmettere  le nostre volontà favorendo così anche le scelte dei leader.

Ma quello della rivoluzione della comunicazione rappresenta anche uno strumento di verità, soprattutto per i politici.

Non si nasconde più nulla, i politici vivono in case di vetro attraverso le quali si scoprono verità, bugie, strategie e tattiche.

Se Putin solo pochi giorni fa affermava con la solita sicumera che mai avrebbe invaso l’Ucraina sbeffeggiando l’ Intelligence americana, in tempo reale viene scoperto da tutto il mondo come un bugiardo guerrafondaio. Macron con i sui tentativi instancabili di mediazione, in verità con scarso successo, è riuscito intanto a riguadagnare considerazione e rispetto non solo internazionale ma soprattutto in Francia, cosa di non poco conto alla viglia delle nuove elezioni presidenziali.

Lo stesso Presidente americano Biden con un comportamento prudente e consapevole ma anche di fermezza sembra aver tamponato l’emorragia di consensi che sondaggi da settimane denunciavano. 

Anche i nostri politici, si fa per dire, appaiono spesso inconsapevoli di fronte ai nuovi strumenti di comunicazione, come se ignorassero un meccanismo globale che pure vorrebbero utilizzare per la loro attività e anche per la legittima propaganda politica.

Così Salvini nel momento in cui gli intenti imperialistici e guerrafondai di Putin si palesano, non riesce a cancellare recenti solidarietà russofile, dichiarazioni di amicizia e perfino di ammirazione. I dietrofront pur sempre consentiti ai politici, con questi post che vengono riproposti sui social, appaiono obiettivamente poco credibili.

Questo evidentemente vale per anche altri politici. Giorgia Meloni ha pubblicato poche settimane fa una autobiografia “Io sono Giorgia” in cui definisce papale papale Putin “difensore dei valori europei e dell’identità cristiana”. Fassino poche settimane fa dichiarava la sua “assoluta certezza che la Russia non avrebbe mai attaccato l’Ucraina”. Ed è il Presidente della Commissione Esteri della Camera.

I politici in queste dichiarazioni intempestive ed improvvide ci sono sempre caduti ma di certo con meno frequenza rispetto ad ora perché un tempo erano più prudenti, più preparati ed anche meno schiavi di un sistema di comunicazione immediato e non mediato, globale ed aggressivo come quello di oggi. Meglio Berlusconi, che però conosce benissimo le regole della comunicazione, che ha accantonato ogni sentimento legato alla antica amicizia evitando accuratamente ogni riferimento a Putin.

La sensazione è che tutti ormai conoscano i nuovi strumenti di comunicazione ma in  pochi siano coscienti cosa possano determinare, quale sia la loro dirompenza

Questa ignoranza determinerà probabilmente la sorte finale della guerra della Russia all’Ucraina ma anche, mutatis mutandis, quella di molti politici nostrani. Nei loro panni non sarei molto tranquillo.

A new weapon for warfare

The war continues to be waged with bullets, tanks and missiles. But today not only with this. There is an additional weapon, powerful, perhaps decisive. The new communication tools and social media.
The desperate and unfortunate Ukrainian war is punctuated moment by moment by the reports of journalists in contact 24 hours a day with their TVs and newspapers, with images of mobile phones, with video calls from the front, from the homes and shelters of those poor citizens, unarmed, Ukrainians who despite themselves find themselves in the middle of a war for most, without reason.
By now the war is taking place on a large stage with the audience full of all of us who are stunned and terrified.
Putin or someone on his behalf would be deluded that the war will be won on the ground with tanks and missiles because communication, social media, will inevitably have an important and perhaps even decisive role. They will represent the ultimate weapon.
These new tools of communication will not only influence the final outcome of the war but also political choices. They will be the tool that will determine the choice of the new leaders of the world and also those who will condemn the losers.
The strategic choices but also the political ones that will direct the outcome of the war are practically taken on the same big stage with all of us spectators who, with our worries and anxieties, through the same communication tools, are able to convey our will, thus also favoring choices. of leaders.
But that of the communication revolution also represents an instrument of truth, especially for politicians.
Nothing is hidden anymore, politicians live in glass houses through which truths, lies, strategies and tactics are discovered.
If Putin only a few days ago affirmed with the usual confidence that he would never invade Ukraine by mocking American intelligence, in real time he is discovered by the whole world as a warmongering liar. Macron, with his tireless attempts at mediation, in truth with little success, meanwhile managed to regain consideration and respect not only internationally but above all in France, which is of no small importance on the eve of the new presidential elections.
The same American President Biden with a prudent and conscious behavior but also of firmness seems to have stopped the haemorrhage of consensus that polls have been denouncing for weeks.
Even our politicians, so to speak, often appear unaware of the new means of communication, as if they are ignorant of a global mechanism that they would like to use for their activity and also for legitimate political propaganda.
Thus Salvini when Putin’s imperialist and warmongering intentions are revealed, he is unable to cancel recent russophile solidarity, declarations of friendship and even admiration. The turnarounds still allowed to politicians, with these posts that are repeated on social media, appear objectively not very credible.
This obviously applies to other politicians as well. Giorgia Meloni published an autobiography “Io sono Giorgia” a few weeks ago in which she defines papal papal Putin as “defender of European values ​​and Christian identity”. Fassino a few weeks ago you declared her “absolute certainty that Russia would never attack Ukraine”. And he is the President of the Foreign Affairs Commission of the Chamber.
The politicians in these untimely and improvised declarations have always fallen into it but certainly less frequently than now because once they were more prudent, more prepared and even less slaves of an immediate and unmediated, global and aggressive communication system such as that of today. Better Berlusconi, who however knows very well the rules of communication, who has set aside any sentiment linked to the ancient friendship, carefully avoiding any reference to Putin.
The feeling is that everyone now knows the new communication tools but few are aware of what they can determine, what their disruption is.
This ignorance will probably determine the final fate of Russia’s war on Ukraine but also, mutatis mutandis, that of many local politicians. In their shoes I would not be very comfortable.
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Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi