Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Pnrr e le troppe tentazioni

Parlamento europeo

Ormai i ministri del governo Meloni lo dicono apertamente.

Conosco da tanti anni Raffale Fitto, da Maglie, figlio d’arte del già Presidente della Regione Puglia, democristiano moroteo e politico assai influente.

Raffaele è un politico serio semmai troppo aduso per le contingenze di anni politicamente difficili, a navigare tra i partiti del centro destra pur dopo aver avuto qualche tentazione dalla sinistra, e quando dice, come ha affermato qualche giorno fa, che molti dei progetti legati al PNRR sono da considerare irrealizzabili, c’è da credergli.

Questo è il primo vero scoglio del governo Meloni. L’Italia non può rinunciare neppure ad un briciolo del 209 miliardi che la Comunità Europea ci accordò, che salutammo tutti come una grande vittoria, non possiamo assolutamente alzare bandiera bianca e non solo perché questi soldi ci servono ma anche perché non possiamo ancora una volta manifestare le nostre incapacità, incertezze, disorganizzazione, divisioni, all’Europa intera che non solo ci rimprovererebbe ma perfino deriderebbe in modo beffardo.

Come in futuro si potrebbe ritornare ai vertici continentali, magari esibendo anche muscolarità, rivendicando presunta autorevolezza, quando poi si manifesta incapacità a spendere quello che con tanta fatica ma anche ricorrendo alla autorevolezza di Mario Draghi, si riuscì a strappare ai partner europei.

Si sapeva sin dall’inizio che l’avventura sarebbe stata difficile, una vera e propria scommessa, che i tempi erano ristrettissimi, che le strutture burocratiche pubbliche e private impreparate, che le imprese spesso più aduse a ricevere fondi che a spenderli correttamente, che in parlamento e nel Paese le resistenze alle riforme sono sempre state fortissime in balia come sono delle più svariate corporazioni.

Eppure la scommessa l’abbiamo accetta ed oggi non riuscire equivarrebbe ad una vera e propria catastrofe.

La situazione è complicata. E il ministro Fitto l’ha confermato.

Eppure era un rischio assai concreto e nel momento in cui il centro destra con il M5S vollero la crisi di governo, decretarono la caduta di Draghi, in molti lo evocarono.

Dalla crisi di governo, lo scioglimento delle Camere, la campagna elettorale, la formazione del nuovo governo, la ricomposizione di una governance, si sono persi quattro preziosissimi mesi che probabilmente oggi rischiano di rappresentare il motivo e la causa della impossibilità di rispettare cronoprogrammi e progetti attuativi del PNRR.

Il resto sono chiacchiere. E chiacchiere, anche offensive, sono quelle che vorrebbero far ricadere responsabilità e ritardi sul governo Draghi nel quale per altro erano presenti ministri del M5S, di Forza Italia e del PD.

E’ evidente che le colpe sono solo di chi ha voluto, pochi mesi prima della scadenza naturale della legislatura, la crisi di governo, le elezioni anticipate, il benservito a Draghi.

Oggi non è credibile oltre che furbesco ma anche sciatto, rigettare responsabilità sul governo precedente.

Un tentativo questo neppure credibile e che si ritorcerebbe sul governo attuale che perderebbe una buona fetta di credibilità e di consenso.

C’è invece una sola strada da percorrere.

Pancia a terra e raggiungere a tutti i costi gli obbiettivi prefissati. Con un consiglio in più. Considerati i ritardi e qualche inaffidabilità non facciamo, con atteggiamenti e comportamenti da gradassi, la voce grossa in Europa, firmiamo quello che tutti gli altri Paesi hanno già firmato, Il Mes, andiamo avanti sulle competitività e risolviamo una volta per tutte la questione dei balneari e accantonando sciocche tentazioni dimostriamo affidabilità e correttezza. Comportamenti che presto potrebbero sollevarci da qualche nostra seria difficoltà.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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