Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

L’epopea del Movimento 5 Stelle

Adolfo felix NavhqXp97LQ unsplash

C’era una volta il Movimento Cinque Stelle.

Un partito non partito, fondato da un non politico (comico), con un non Statuto.

Non c’è che dire fu, allora un colpo assai fantasioso che venne calato su un popolo italiano disorientato come mai prima, in  alcune parti dell’Italia perfino disperato, con una classe politica assente, insufficiente  troppo spesso sorda e anche cieca. Condizioni ideali, si fa per dire, per una rivoluzione. E l’affermazione dei cinque stelle fu una rivoluzione politica, incruenta, ma rivoluzione.

Il Parlamento, la Camera e il Senato , quelle aule austere, quei corridoi delimitati dai busti dei padri della patria, il Transatlantico fino ad allora solcato da politici consapevoli della loro autorevolezza e con una loro solennità , furono improvvisamente invasi da orde di ragazzotti in jeans e in minigonna, giubbotti e capelli sciolti, come una disordinata e rumorosa scolaresca in gita romana. Erano in nuovi senatori e deputati grillini. Una cosa mai vista.

Un partito, ma non era un partito, che della critica perfino violenta alla casta dei vecchi politici, dell’imposizione del vincolo di mandato per i parlamentari, della contrarietà a qualsiasi contaminante alleanza con altri partiti, alla determinazione di rendere pubblica in tempo reale tramite streaming qualsiasi incontro anche quelli più delicati, dell’abolizione degli aborriti vitalizi, tutte insieme queste cose rappresentavano il progetto irrinunciabile, caratterizzante, originale del partito, non partito, dei 5 Stelle.

Oggi non si sa se a queste enunciazioni di qualche anno fa ci sia da ridere o da piangere.

Perché difronte al crepuscolo del secondo governo Conte  i cinque stelle non solo si sono rimangiati tutti i loro principi fondamentali, ma stanno agendo sia pure in modo caotico e disordinato, all’esatto opposto di quello che volevano, dicevano di essere.

Nella affannosa ricerca di una maggioranza che possa di nuovo sostenete Conte  ora cercano e sublimano i fuoriusciti, quello che mettono in pratica la libertà dal vincolo di mandato (altro principio –sic- irrinunciabile) voltagabbana, responsabili a secondo del punto di vista.

Nessuno dimentica  i sermoni del guru comico Grillo contro i partiti e il loro malaffare, la volontà dichiarata e giurata di non confondersi  mai con chi era stato la fonte di ogni male dell’Italia.

Non è difficile dire che in realtà oggi i veri voltagabbana, verso i loro elettori, sono proprio quelli del M5S.

I 5 Stelle che della trasparenza e dello streaming in diretta, ne sanno qualcosa Bersani e il PD di allora, avevano fatto un altro totem per poi bellamente abbatterlo ed abbandonarsi a riunioni carbonare ospiti delle più inviolabili sale del Parlamento.

E che dire infine della tanto sbandierata abolizione dei vitalizi, illegittima, incostituzionale, probabilmente destinata ad essere cancellata dai livelli superiori della giustizia ma che oggi rappresenta un formidabile vinavil per i loro sederi, sempre più incollati con il rischio altrimenti di scendere dall’aereo di Stato e tornare a fare i bibitari al San Paolo, ora Maradona.

Costoro sono gli onorevoli rappresentanti della maggioranza (forse ex) parlamentare, quelli che sono chiamati a governare nel momento più difficile e drammatico dal dopoguerra, quelli che dovrebbero salvare i nostri figli da una incipiente e collettiva povertà.

C’è da mettersi le mani sui capelli e non tanto per averli ancora tra i piedi ma soprattutto perché li abbiamo votati, voluti ed imposti. Non abbiamo scusanti. Assumiamocene la responsabilità

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi