Prescrizione si, prescrizione no.
Su questo dubbio e soprattutto su quanto vorrà fare o potrà fare, si deciderà il futuro di Renzi.
Il giovane Renzi, d’altra parte, per dove si è spinto, sulla questione non può più tornare indietro, pena la definitiva perdita di credibilità dopo che per i suoi trascorsi, per una serie di motivi, l’ha già abbondantemente persa. Sarebbe dare definitivamente ragione ai suoi critici.
Non che da quella parte non ci siano molte ragioni, non che la soluzione proposta non evidenzi chiari profili di incostituzionalità, avvocati e giudici che attendono una risposta chiara e non più arruffata, i cittadini sempre più preoccupati di una giustizia “infinita” e dunque una battaglia giusta ma che rischia di lasciare tanti morti sul terreno ad incominciare da Conte e dal suo governo per finire addirittura a Renzi.
Lo scenario della crisi di governo rischia di causare una apocalisse politica, con elezioni anticipate, la vittoria di Salvini, la scomparsa o l’ininfluenza di Renzi.
In un momento in cui , il Paese deve affrontare straordinarie difficoltà, dal coronavirus all’incipiente nuova recessione economica, forse sarebbe stato meglio un sussulto di moderazione e di consapevolezza verso urgenze molto più gravi.
Questa forse sarebbe potuta essere una via di uscita, brillante e risolutiva per Renzi, uscire non dalle quisquillie perché la prescrizione non è una quisquillia, ma dal particolare, per affrontare, questa volta si a muso duro, le grandi emergenze.
Ora invece Renzi dovrà passare attraverso una cruna, e non sarà facile.

