Era nell’aria ma non una disfatta di queste dimensioni.
Ad Assisi Stefania Proietti vince subito al primo turno pure in un comune tradizionalmente di centro destra, a Città di Castello il ballottaggio sarà una questione del centro sinistra, a Spoleto il candidato della sinistra distanzia Sergio Grifoni che sarà impegnato in una difficile, se pur non impossibile rimonta.
Di certo le vittorie del centro destra in alcuni comuni più piccoli, Amelia, Nocera Umbra, Bettona, ed altri, non attenua il rovescio elettorale del centro destra.
Ma tutto era nell’aria anche se la svolta elettorale in Umbria assomiglia ad una Waterloo, una vera disfatta.
In politica è normale perdere dopo aver vinto ma quello che è stato è avvenuto solo dopo due anni dalla irresistibile vittoria alle regionali ed anche in alcuni importanti comuni, ha dell’incredibile, dalle stelle alle stalle.
E non è difficile individuare nel tracollo della Lega il vero senso della polverizzazione delle certezze, della forza del centro destra che solo pochi mesi fa immaginavamo potesse governare l’Umbria per tanto tempo.
Eppure nulla avviene casualmente, ancor meno in politica.
In questi due anni di governo più che di centro destra, leghista, ne abbiamo viste di tutti i colori.
In regione, liti permanenti, un assessore licenziato su due piedi dal proprio partito come non si fa neppure con la colf, inconcludenze, presunzione di poter fare da soli, arroganze, un governo latitante, una Presidente che ai più appare timorosa, titubante, troppo pronta ad assecondare le indicazioni del proprio leader politico, guerra per bande nella Lega, oppure, colpevoli silenzi ed acquiescenze da parte di una sempre più impalpabile Forza Italia.
E’ crisi vera di uomini e rappresentanze se è vero che l’unica cosa in cui in questi due anni costoro si sono distinti sono i regolamenti interni, le guerre fratricide
Forse è il caso di dirlo, il potere è arrivato troppo e troppo presto, quando non c’era e non c’è una leaderchip formata.
Fa impressione assistere ad un tracollo di queste dimensioni soprattutto perché non conseguente ad una capace, incalzante, continua azione da parte della sinistra, che non si è ancora minimamente sollevata dalla sconfitta di due anni fa, ma solo dalle proprie incapacità ed inadeguatezze.
Ed ora cosa fare?
Questione che rimane irrisolta ma che rappresenterà il vero tema per i prossimi mesi.

