Il diario di Maurizio Ronconi

X · Facebook · Contatti

Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Il dibattito sulle rinnovabili

Maurizio1

Demagogia e populismo sembrano essere gli strumenti più di moda in molti campi e non ultimo in politica e anche nella vita sociale, quella di tutti i giorni.

È ormai ricorrente sui media, nelle discussioni quotidiane e non infrequentemente in quelle nei bar, comunque troppo spesso infarcite di disinformazione e appunto di demagogico populismo, affrontare il tema delle così dette energie rinnovabili, dei campi fotovoltaici, delle famigerate pale eoliche e perfino dei termovalorizzatori.

Di questi giorni il tema è tornato attuale perché la neo sindaca di Perugia ha espresso la propria contrarietà nei confronti del termovalorizzatore che la Regione intende costruire per altro su zona non ricadente nei confini comunali della città, perché qualcuno ha “scoperto” che sulle creste della montagna folignate potrebbero essere montate delle pale eoliche.  

Non aiutano a dissolvere questa grande confusione neppure le incertezze del governo che da una parte sollecita lo sviluppo di impianti per la generazione di energia rinnovabile e dall’altra propone soluzioni legislative con tali intralci burocratici che assomigliano più a veri percorsi di guerra che non a soluzioni semplici e snelli per dotare finalmente e in fretta il nostro Paese di fonti energetiche rinnovabili e pulite che solo Dio sa quanto sarebbero necessarie.

Se aggiungiamo la storica contrarietà, sancita anche da uno scellerato referendum, verso le centrali nucleari, in realtà ci siamo cacciati in un vero e proprio cul de sac.

L’Italia continua a importare metano, petrolio, materie da fonti fossili per produrre energia, continuiamo a predicare, soprattutto dal versante politico, la necessità di una transizione energetica ma quando si parla di impiantare pale eoliche o campi fotovoltaici a distanze non siderali dalle nostre case o dei degassificatori nei pressi delle nostre coste  e non parliamo di futuribili centrali nucleari, la così detta società civile  fatta di associazioni di ogni genere da quelle parrocchiali, alle dopolavoristiche, delle sagre paesane e chi più ha ne metta, si arma dei vessilli ambientalisti e scende in piazza. E i partiti, soprattutto quelli alla continua ricerca di una almeno temporanea vocazione, annusando che queste pulsioni populistiche alla fine possono essere anche elettoralmente convenienti, si affiancano con malcelato entusiasmo. Soluzioni momentanee, non risolutive e che spostano solo la questione più in là non risolvendo nulla.

In tutto questo tuttavia manca la finale. Pur con tutto il rispetto nei confronti dei veri ambientalisti, non quelli della domenica, quelli radical chic, o quelli che lo fanno per convenienza o per ignoranza, a questa storia non c’è chi dica quale in realtà possa essere la soluzione visto che tutti i Paesi avanzati civilmente si sono già dotati di centrali nucleari (alcune ci forniscono anche energia pur a caro prezzo) di termovalorizzatori, di impianti rinnovabili eolici o fotovoltaici.

Che cosa vogliamo fare? Di certo di demagogia e di populismo non si vive e neppure si avvia il frigorifero di casa, al massimo è un esercizio di scarsa serietà. Si attendono risposte, non elusive, da coloro che continuano a predicare e a manifestare senza avanzare però lo straccio di una proposta alternativa.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi