La notizia, e che notizia.
I vertici dell’Università per Stranieri di Perugia indagati per truffa. Avrebbero concesso un attestato di conoscenza della lingua italiana al calciatore Luis Suarez che necessita del passaporto italiano per essere ingaggiato a suon di milioni (dieci ogni anno) da una squadra europea.
Speriamo davvero che l’indagine della Procura di Perugia non evidenzi illegalità perché se così non fosse ci troveremmo difronte ad una vicenda che minerebbe in modo drammatico il buon nome, la credibilità, l’autorevolezza di una istituzione prestigiosa e storicamente rappresentativa per la città di Perugia come è da sempre l’Università per Sranieri.
La memoria e la storia di Rettori come Ermini o Spitella subirebbe un torto troppo grande.
Svendere un attestato di conoscenza della lingua italiana ad un calciatore che è alla sola ricerca, con il suo staff, di vantaggiosissimi e milionari ingaggi, pur “non spiccicando” (così risulterebbe dalle intercettazioni in mano della Procura) una parola di italiano, non solo è offensivo per tutti quelli che si fanno un mazzo per superare la prova, ma squalificherebbe probabilmente per sempre l’Università per Stranieri.
Ora si attenda il risultato dell’inchiesta della Procura ma le Istituzioni cittadine e regionali non rimangano con le mani in mano e difendano il buon nome dell’Università per Stranieri, di Perugia, dell’Umbria.
Se necessario, facendo piazza pulita

