Nel centro destra ma anche nel centro sinistra si continua a non parlare programmi ma solo di alleanze ed aggregazioni elettorali, le più varie, composite, che per loro natura una volta passate le elezioni saranno fonte di incomprensioni, contrapposizioni a danno di una decente governabilità.
L’ultima anche abbastanza clamorosa, i cui termini rimangono misteriosi ai comuni mortali, alleanza dettata e voluta, subita dal centro destra umbro con contestuali e altrettanto clamorose dimissioni di un uomo di punta di FdL di Terni, dai vertici nazionali del centro destra, con il movimento del sindaco di Terni.
Chi ha fatto politica per tanto tempo non si sorprende di queste contorsioni pre elettorali, sa bene che i numeri non accettano deroghe, se anche in questo caso ne verranno, ma ho dei dubbi anche perché ormai l’elettorato è evoluto e non sta più dietro ai “marchi”, leggi simboli dei partiti, ma più ai contenuti.
Appunto ai contenuti, quella cosa che la sinistra si limita ad enunciare con fumosi slogan e il centro destra rimanda a giorni migliori.
Proviamo a elencare qualche urgenza programmatica.
Come invertire il progressivo calo del PIL regionale che sta facendo scivolare l’Umbria verso il Sud.
Come la sinistra e la destra immaginano di impedire finalmente la drammatica fuga di giovani che in Umbria non trovano più occasioni e motivi di impegno lavorativo e di studio.
A Terni si farà il nuovo ospedale e come potrà eventualmente convivere con una clinica privata tanto cara a Bandecchi? Non è che si potrà pensare ad un nuovo ospedale già depotenziato in partenza per far spazio alla clinica privata.
Sempre a proposito di Terni, l’AST e i suoi problemi non da poco, verranno affrontati o si lasceranno cadere insieme alla grande storia delle acciaierie?
Come destra e sinistra si porranno rispetto alla autonomia regionale se perfino politicamente i partiti sono chiaramente succubi delle segreterie nazionali?
Al di là delle tante e perfino quotidiane enunciazioni la grande questione della mobilità intra ed extra regionale la si affronterà magari incoraggiando una moderna rete di metropolitana di superficie al posto di linee ferroviarie vetuste e per questo anche inutili oltre che costose?
Si vorrà dare una svegliata all’Anas perché la finisca con poliennali manutenzioni che da tempo immemorabile rendono assai complicata la mobilità stradale?
Sulla questione energetica vogliamo incoraggiare gli impianti di rinnovabili oppure ci si continuerà a trastullare con un ambientalismo spacciato con un nostrano neo francescanesimo che vuole comunque sempre bloccare tutto senza proporre alternative. Stesso dicasi per i termovalorizzatori intorno ai quali è ricominciata la partita del ping pong fra coloro che li vogliono e quelli che si oppongono. Intanto le nostre putride e maleodoranti discariche crescono.
Infine ma non per ultimo, quale ruolo si immagina per l’Umbria: cerniera tra nord e sud del Paese oppure ancora una volta isola felice ma appunto solo isola?
La sensazione oggi è che molti umbri alle regionali sceglieranno il male minore ma il male minore per molti potrebbe essere l’astensione dal voto. E questo sarebbe il male assoluto.

