C’è da rimanere sconcertati nel seguire le vicende degli ospedali di Narni, Terni con l’aggiunta dell’ormai annoso dibattito sulla “clinica-stadio “di Terni.
Sugli ospedali di Terni, Narni e la “clinica-stadio” abbiamo sentito di tutto e di più fino a disorientare una opinione pubblica confusa che non riesce più a distinguere i reali bisogni sanitari dalle volontà politiche delle diverse parti e perfino da operazioni finanziarie che con la gestione sanitaria regionale non c’azzeccano per nulla.
Da tempo Narni e il suo comprensorio, compreso il comune di Amelia, attende un nuovo ospedale per sostituire quelli assai vetusti delle due città. La questione è andata avanti anche per l’insistenza dei politici locali molto attenti a non deludere pulsioni municipalistiche che proprio sul tema della sanità non solo allignano ma oggi si manifestano ancora più forti. Nel frattempo anche i ternani si sono accorti della ormai indifferibile necessità di fornire la città e questa parte della Regione di un ospedale al passo con i tempi e dedicato anche alle alte specialità, in grado di frenare la mobilità sanitaria verso altre regioni. Poi è sorta la questione della clinica privata la cui realizzazione è collegata al nuovo stadio di Terni.
Intorno a queste faccende sono fiorite, soprattutto nelle ultime settimane, posizioni politiche le più disparate e perfino singolari, spesso divergenti ma sempre alimentate da dosi cavalline di populismo ed anche di scarsa informazione e consapevolezza.
Rileviamo nel dibattito definizioni men che accettabili come la definizione della Presidente della Regione come persona “un po’ camorrista”, o articoli di esponenti del Pd che denunciano come in Umbria gli ospedali siano ancora troppi, riflessione condivisibile ma con il particolare che nei quaranta e oltre anni di governo della sinistra gli ospedali in Umbria non sono stati razionalizzati né nel numero né nelle funzioni.
Oggi la questione sanitaria e più precisamente quella degli ospedali non è più sotto controllo: i cittadini infuriati, non solo quelli di Terni e Narni ma anche quelli di Spoleto, Todi, e così via, sono la conseguenza per aver agitato strumentalmente l’organizzazione sanitaria, la congruità delle cure. L’aver strappato il programma elettorale degli avversari sotto un ospedale ha rappresentato un atto di rottura e ha invitato gli umbri al festival della demagogia. Ormai tutti sono autorizzati, come al bar dello sport, a dire la propria su come debba essere gestita la sanità. Un fenomeno appunto ormai fuori controllo e che non indirizzerà verso soluzioni ragionevoli ed utili per gli umbri.
Non è possibile rinviare ancora, costi quel che costi, un progetto di seria riorganizzazione sanitaria ed ospedaliera, incominciando con il dire che è cervellotico immaginare due ospedali nuovi, quelli di Narni e di Terni, a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro quando uno solo sarebbe più che sufficiente e più funzionale, che è singolare pensare che il nuovo ospedale di Terni possa sorgere sulle ceneri del vecchio perché l’insistenza per 5 o 10 anni di un cantiere complesso costringerebbe nei fatti la regione e il ternano a rinunciare ad un ospedale di secondo livello, che la clinica privata con accreditamento è sbagliato concepirla contestualmente alla progettazione di nuovi ospedali che dovrebbero rispondere pienamente a tutte le esigenze dei cittadini di almeno metà regione, che è giunto il momento di chiarire il significato di “terzo polo” ospedaliero per Foligno e Spoleto che nella sua eccezione rimane un mistero e una giustificazione che non ha riscontri nella realtà, con quello di Orvieto dimenticato “dagli uomini e da Dio” pur trovandosi in una zona strategica.
Ritornare ad immaginare un modello sanitario al servizio dei cittadini e non invece asservito alle strumentalità della politica non sarà facile ricordando che il centro sinistra ha prevalso strappando i programmi degli avversari all’ombra degli ospedali, che il centro destra coglie l’occasione delle incertezze della Giunta di sinistra per impostare una opposizione a dire il vero non particolarmente convincente. Intanto il balletto continua e chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.

