Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Una scelta sbagliata

Regione umbria

Non si parla d’altro. Con una specie di blitz la Giunta regionale ha deliberato un considerevole aumento di tasse per gli umbri. La decisione è seguita alla certificazione del supposto buco di bilancio del comparto sanitario che, ad avviso della Giunta, va immediatamente colmato per evitare un commissariamento.

Questi in modo succinto i fatti, una toppa che rischia d’essere peggio dello strappo.

Al di là del fatto che ancora appare poco comprensibile la discrasia di quanto maggiori entrate garantiranno  le nuove tasse (oltre 300 milioni)e il disavanzo della sanità (90 milioni), c’è da chiedersi se la soluzione sia stata quella giusta.

La Giunta Proietti ha assunto questa grave iniziativa senza garantire un minimo livello partecipativo, non con i sindacati che per altro appaiono sufficientemente appecoronati alla Giunta, non con gli imprenditori, men che meno con i cittadini. I partiti non sono neppure pervenuti e quelli di maggioranza non sono stati fatti partecipi di una decisione che graverà non poco e per anni sul pedigree della Giunta di sinistra. Una operazione che appare come decisa da pochi, in una stanza di Palazzo Donnini con, si suppone, un pizzico di presunzione e con molto labili margini di sensibilità politica.

Quella deliberata è una decisione sbagliata, così sbagliata che perfino una ortodossa, nonostante quel che l’interessata dica, ex Presidente della Regione ha sentito il dovere di avanzare documentate critiche.

La novella Giunta regionale con un solo colpo, dal privilegio del giocare in attacco sotto la porta dell’avversario, si trova inopinatamente in difesa, arroccata attorno alla propria porta, impegnata a non subire goal.

Una comunicazione dei fatti e delle decisioni assunte che definire maldestra è poco ma probabilmente è influenzata sempre dalla stessa cifra di questa Giunta: la presunzione, morbo assai pericoloso e spesso esiziale in politica.

Come non pensare che prima di garantire nuove entrate torchiando i poveri umbri non fosse stato preferibile riflettere, studiare e proporre una riorganizzazione del sistema sanitario regionale.

Quando una famiglia si rende conto che le spese sono superiori alle entrate, non ricorre alla soluzione di immaginare nuove entrate perché progetto difficile da raggiungere e comunque sempre a costi elevati. Preferisce andare a razionalizzare le spese eliminando gli sprechi e quello che può essere accantonato. Il contrario di quello che intende fare la Giunta regionale, più cicala che formica.

Un così significativo aumento della fiscalità oltre a far pagare un immediato prezzo politico in credibilità alla Giunta regionale e alla sinistra che l’appoggia, va a colpire soprattutto chi ha reddito da lavoro dipendente e i pensionati. Una base elettorale in Umbria tradizionalmente vicina alla sinistra, il ceto medio  ed anche operaio, ovvero quella parte che spesso oggi rinuncia alle cure proprio per difficoltà economiche. Proprio un bel risultato.

In definita non è neppure una operazione di sinistra ma solo bastarda sia nei contenuti che nella proiezione verso chi è rivolta.

Ancora una abdicazione della politica e il ricorso alla soluzione, quella dell’aumento delle tasse, più anti politica che ci sia perché incoraggia populismi e demagogie.

Questo, quella della supposta emergenza finanziaria della sanità, sarebbe stato il momento opportuno per partecipare e poi deliberare una coraggiosa riorganizzazione delle rete sanitaria perché se si continuano a foraggiare 17 ospedali, a non far partire gli ospedali di comunità e i centri di salute, a garantire e tranquillizzare con promesse sindaci e satrapi locali, tra qualche mese la Giunta regionale di accorgerà di aver dissipato i 300 milioni carpiti dalle tasche dei cittadini e di non aver migliorato punto il sistema sanitario.

Ad essere indulgenti e comprensivi si sarebbe potuto non bocciare l’aumento della tassazione se lo stesso fosse stato contestualmente accompagnato da un progetto di razionalizzazione del sistema sanitario e con queste risorse aggiuntive finalizzate allo scopo.

Si è scelta invece la toppa come spesso avviene a chi non ha coraggio oppure non ha una visione complessiva delle necessarie soluzioni.

Auguri alla neonata Giunta regionale che ancora dimostra di non aver imparato a camminare.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi