Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Papa Francesco e la bandiera bianca

Ronconi Maurizio

Le cancellerie di mezzo modo in subbuglio per l’intervista alla televisione svizzera di Papa Francesco, per “la bandiera bianca” da issare proprio dall’Ucraina per innescare un negoziato e un percorso di pace.

Come mai in precedenza, il Presidente degli Stati Uniti, cancellierati europei, il Presidente Macron, praticamente tutto l’Occidente, in meno di 24 ore hanno preso decisamente le distanze dalle parole del Papa, le hanno criticate apertamente. Fatto assolutamente inedito. Anche doloroso.

Mai uno scasso diplomatico così grave era avvenuto nei confronti del Vaticano. Kiev ha convocato il Nunzio Apostolico in Ucraina per chiedere chiarimenti. Se il Vaticano fosse uno Stato normale e non la sede del Pontefice Romano i rapporti sarebbero stati già interrotti.

Se è indiscutibile che le parole del Papa non escono da un senza senno, e ci mancherebbe, c’è da chiedersi la ragione di tutto questo, perché il Papa chiede innanzi tutto all’Ucraina di alzare bandiera bianca non prima di aver chiesto a Putin di fare marcia indietro, perché si rivolge agli aggrediti e non agli aggressori.

Quando Bergoglio fu eletto Papa scelse evidentemente non casualmente il nome di Francesco forse anche ricordando l’incontro del poverello con il Sultano, l’utopia di Francesco, l’incontro con il lupo per dire probabilmente che la responsabilità non è tutta di Putin ma anche della aggressività, secondo lui, dell’Occidente.

Francesco è un argentino, un latino americano, per formazione geoculturale anti occidentale ed anche anti americano, ben lontano dalle felpate, sconosciute per lui, diplomazie europee, da un condiviso linguaggio diplomatico. In questo senso è un unicum che riesce però ad imbarazzare prima di tutto proprio la Segreteria di Stato Vaticana.

Non che il Papa e tanti cattolici siano davvero filo putiniani, questo non lo crede nessuno, non c’è alcuna prova che autorizzi a pensarlo ma che Francesco si trovi ad affrontare ancora una volta l’eterna contraddizione tra magistero papale, missione spirituale con il realismo della politica, con le esigenze e le volontà degli Stati sovrani, è altrettanto verosimile.

Questo è il vero ostacolo di un Papa che vuole fare il Papa e non il Capo di Stato ma che, purtroppo per lui è anche Capo di Stato, che non ha più parole e forse neanche le forze per continuare a gridare a tutto il mondo, disperatamente e in modo solitario, la pace e che per questo assume similitudini e paragoni perfino avventati che suscitano le reazioni negative e le contrarietà del mondo occidentale che pure incrollabile ed anche giustamente sostiene l’Ucraina ma che anche in modo ipocrita centellina i sostegni militari vitali per quel Paese.

La vera vittima di tutto questo gran dibattito è però il Vaticano, la Segreteria di Stato, un tempo riconosciuta autorevole e spesso anche decisiva. Scavalcata dalle quotidiane esternazioni del Papa, fiaccata da frettolose ed incerte missioni di pace di volta in volta affidate a Cardinali che nella quotidianità si occupano d’altro, e che appare inerme e balbettante di fronte alle giustificate ed attonite proteste provenienti da tutto il mondo libero.

Questo è un altro aspetto del “peronismo” papale, della sua insofferenza verso riti e consuetudini condivise e radicate nelle gerarchie vaticane. Francesco, volente o nolente dovrebbe immaginare che essere al vertice del Vaticano significa certamente essere il Capo spirituale dei cattolici ma anche il faro per milioni di esseri umani che cattolici non sono e anche un Capo a cui si chiedono assunzioni di responsabilità preminentemente politiche.

Siamo sempre lì: l’eterna contraddizione tra magistero e realismo politico, tra esercizio spirituale e ragion di Stato, che pure anche oggi bisognerebbe saper coniugare. Non è facile, neanche per un Papa, soprattutto per questo Papa. 

Pubblicato sul Corriere dell’Umbria il 14 marzo 2024

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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