Ci voleva un consigliere regionale del Pd a ricordare che la nuova strada Terni Rieti fu voluta e avviata dall’allora Ministro dei Lavori Pubblici, nonché Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Micheli, democristiano, nonché nipote di un altro illustre ed indimenticato democristiano, Filippo Micheli.
Una inaugurazione surreale, quella dell’ultimo tratto della strada, con protagonisti a dir poco improbabili e soprattutto capitati lì “per caso”.
Un Ministro degli Esteri, Di Maio, che non ha neppure uno straccio di competenza in merito dovendosi, ma spesso non facendolo, occupare di altro, una ministra dei Lavori Pubblici lei sì con competenze, ma nel caso marginali visto che l’opera fu avviata quando la stessa era adolescente. Gli stessi amministratori locali, giustamente presenti, lo sono stati proprio perché amministratori pro tempore “di questo tempo”.
Tutto bene, tutti contenti per l’inaugurazione di questa importante opera stradale ma chi era lì abbia ben presente che fra qualche anno saranno ripagati con pan per focaccia anzi, per loro non ci sarà neppure un consigliere del Pd a ricordarne la presenza ad una cerimonia che è stata solo l’appuntamento conclusivo di un impegno antico di Enrico Micheli. Oppure, al massimo, la testimonianza sarà affidata a qualche foto sbiadita che spunterà da qualche cassetto del comune di Terni o di Rieti e chi immediatamente, dopo uno sguardo frettoloso, sarà riposta là da dove è venuta.
