Ultimi giorni, poche ore all’apertura dei seggi per l’elezione del nuovo Presidente, non governatore perché è una figura che non esiste nel nostro ordinamento, e del nuovo Consiglio regionale e i candidati, tutti, vivono ore frenetiche fatte di impegni più fitti delle ore della giornata, la speranza d’essere la nuova Presidente, un Consigliere regionale per i prossimi cinque anni, ma anche angoscia per un risultato che potrebbe essere deludente. Anzi saranno molte decine in più i candidati delusi rispetto al manipolo di venti candidati che, eletti, siederanno sugli scranni di Palazzo Cesaroni.
E’ stato un mese assai impegnativo in cui la disattenzione della gente è apparsa preoccupante a fronte delle tribune dei supporter dell’una e dell’altra parte disponibili a supplire e a celare la troppa indifferenza che si palpava in giro.
Tutto questo non toglie nulla all’impegno, anche generoso, dei candidati soprattutto di quelli che sanno di avere poche speranze di assurgere all’Olimpo degli eletti.
E tuttavia la vita, le sensazioni dei candidati in queste ultime ore di campagna elettorale sono così pregne di adrenalina che non si dimenticheranno facilmente. Quello che generalmente non manca è il sonno notturno. Poche, pochissime ore che dal fondo della notte, l’ultimo incontro, cena elettorale o anche semplice incontro con i simpatizzanti, è finito a notte avanzata e non ci sarà più posto neppure per i sogni ma solo per un breve ma profondo sonno fatto solo di sfinimento.
La mattina inizia presto, magari ancora con un diffuso senso di stanchezza ereditato dalla sera precedente, con una testa in cui frullano nomi che si affastellano disordinatamente per città o anche per parentele, da convincere e allora via si inizia a smanettare con il cellulare, affidando a Whatsapp, a Facebook gli ultimi appelli.
Una volta, non sono passati tanti anni, non era così. I social ancora non c’erano e la campagna elettorale si faceva con i manifesti, e via ad affiggerli anche nei paesi più sperduti dove la scarsità delle notizie invitava i pochi residenti a sostare un po’ di più difronte a quelle facce sorridenti e suadenti, via con le lettere corredate di santini e fax simili da inviare a tutte le famiglie. Una grande fatica soprattutto per i simpatizzanti, gli amici ma anche i mercenari ingaggiati per l’occasione. E poi la sera i comizi nelle piazze piccole e grandi che facevano riscoprire antiche amicizie, ne favorivano di nuove e offrivano motivi di ottimismo se la gente accorreva numerosa, contribuivano a foschi presagi se invece la partecipazione era scarsa. Quelli erano i sondaggi di allora, non infrequentemente più veritieri di quelli di oggi.
Si continua con il vortice di incontri, di visite nelle aziende, con i riti dei sorrisi e delle pacche sulle spalle con un cameratismo un po’ ricercato e un po’ sincero anche nei confronti di coloro che in passato avremmo mai immaginato di affrontare con tanta familiarità. E via con l’ascolto con le rassicurazioni per interventi futuri, l’impegno di risolvere questioni piccole o grandi, non importa.
Finisce anche questa giornata, avanza il conto alla rovescia su quello che sarà e i candidati non saranno mai abbandonati dal pensiero su quello che potrebbe essere tra qualche giorno perché se eletti Consiglieri la lora vita, almeno per cinque anni, cambierà, non per come una volta per il rispetto che si doveva, per la autorevolezza il prestigio personale acquisito e che ai politici di oggi non è più concesso, ma per nuove consuetudini, amicizie con cui discutere di politica, problemi della regione, richieste di incontri, un importante salto nella scala sociale ed anche… economica. Invece per gli oltre 400 candidati che non saranno eletti ricomincerà la vita di prima, con in più il ricordo struggente dell’avventura affrontata ma anche con un pizzico di rammarico verso tutti quelli che avevano assicurato grandi messi di voti che invece non si sono visti. Ma la vita ricomincia.
Quello che è per tutti i candidati, per quelli forti e per quelli che lo sono di meno, un sottile nodo d’angoscia, una inquietudine che li accompagnerà sino allo svelamento dei risultati. Per il momento si dovranno accontentare di sondaggi, per lo più farlocchi ma sempre capaci di farti sentire un leone se positivi oppure sprofondare in una ansia ancora più forte se, a dirla in modo eufemistico, meno incoraggianti.
Forza e coraggio a tutti che è quasi finita.

