Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Una svolta politica per settembre

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L’ombra dell’ombrellone ferragostano induce a riflessioni che poi alla ripresa settembrina potrebbero favorire chiarimenti ed iniziative.
Il peccato originale, ed è un peccato che non si cancella, che ha marchiato la Giunta regionale è stata l’imposizione di nuove tasse che hanno reso la nostra povera Umbria la regione italiana più tartassata fiscalmente. Almeno per alcune categorie, per quei cittadini che più di altri qualificano il lavoro, le iniziative imprenditoriali, quei professionisti di cui si dice si vuole impedire la dipartenza verso altre regioni più accoglienti ma non si fa nulla in proposito.
400 milioni o giù per lì di nuove entrate regionali giustificate per parare un buco nella gestione sanitaria regionale che poi sembra che non ci sia ma che, almeno per ora, non hanno determinato un apprezzabile miglioramento del servizio pubblico sanitario.
Quello che più rimane intollerabile è che a fronte del salasso chiesto agli umbri non si è mai visto uno specifico bilancio previsionale su come le maggiori entrate sarebbero state utilizzate; solo generiche indicazioni dal sapore più propagandistico che contabile. Non parliamo poi, a tempo debito, di un bilancio consuntivo che, ma nessuno si illuda, alla fine bisognerà produrre. Se le cose vanno così il rischio è quello di una replica dell’aspettando Godot.
A fronte della sbandierata urgenza di bilancio sanata con il balzello fiscale, la Giunta regionale non sembra aver imboccato la strada di una prudente e oculata gestione delle risorse. Il provvedimento della Giunta regionale, ma non il primo e neppure l’ultimo, di ampliare ultimamente la squadra dei dirigenti manager, stride con la necessità di torchiare fiscalmente gli umbri. Altra decisione maldestra considerando quanto, giustamente o ingiustamente, sia bassa la popolarità della macchina burocratica regionale. Al di là dello specifico è nella quotidianità che la Giunta regionale non declina prudenza nella spesa, volontà di risparmio con contestuale taglio degli sprechi. Eppure sarebbe un atto di consapevolezza e soprattutto di rispetto per gli umbri.
Questa deriva è stata più volte denunciata dalla opposizione che però ogni giorno di più sembra preferire il canto con i suoi acuti alla più consapevole e incisiva prosa.
Si dice che i partiti della opposizione l’indomani della imposizione delle tasse regionali abbiano raccolto
1000, 2000, migliaia e migliaia, non è dato saperlo, di firme di umbri imbufaliti per i nuovi balzelli. Ma queste firme, quante sono? In quali cassetti sono conservate? Perché sono state archiviate? Coloro che hanno apposto con molta rabbia e un pizzico di speranza la firma non hanno il diritto di sapere se la loro disponibilità ha trovato un fine? Al di là della denuncia non era il caso di dar seguito ad una ben più incisiva iniziativa politica?
Ecco allora da una parte e dall’altra l’esercizio della politica fatto con troppa estemporaneità e senza obiettivi chiari e definiti, quelli che i cittadini meriterebbero.
In altre parole anche se il solleone e l’ombrellone consiglierebbero altri menù, quella servita oggi è una politica alla amatriciana.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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