Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Una nuova arma per la guerra

La guerra si continua a fare con le pallottole, carri armati e missili. Ma oggi non solo con questo. C’è un’arma in più, potente, forse risolutiva. I nuovi strumenti di comunicazione e i social.

La disperata e disgraziata guerra ucraina è scandita momento per momento dai reportage dei giornalisti in contatto 24 ore su 24 con le loro Tv e giornali, con le immagini dei telefonini, con le videochiamate dal fronte, dalle case e dai rifugi di quei poveri cittadini, inermi, ucraini che loro malgrado si trovano nel bel mezzo di una guerra ai più, immotivata.

Ormai la guerra si svolge su un grande palcoscenico con la platea gremita da tutti noi che allibiti e terrorizzati assistiamo.

Si illuderebbe Putin o chi per lui che la guerra sarà vinta sul campo con i carri armati e i missili perché la comunicazione, i social, avranno inevitabilmente un ruolo importante e forse anche determinante. Rappresenteranno l’arma finale.

Questi nuovi strumenti della comunicazione non solo influenzeranno l’esito finale della guerra ma anche le scelte politiche. Saranno lo strumento che determineranno la scelta dei nuovi leader del mondo e anche quelli che condanneranno i perdenti.

Le scelte strategiche ma anche quelle politiche che indirizzeranno l’esito della guerra vengono praticamente assunte sullo stesso grande palcoscenico con tutti noi spettatori che con le nostre preoccupazioni e angosce, attraverso gli stessi strumenti comunicativi, riusciamo a trasmettere le nostre volontà favorendo così anche le scelte dei leader.

Ma quello della rivoluzione della comunicazione rappresenta anche uno strumento di verità, soprattutto per i politici.

Non si nasconde più nulla, i politici vivono in case di vetro attraverso le quali si scoprono verità, bugie, strategie e tattiche.

Se Putin solo pochi giorni fa affermava con la solita sicumera che mai avrebbe invaso l’Ucraina sbeffeggiando l’ Intelligence americana, in tempo reale viene scoperto da tutto il mondo come un bugiardo guerrafondaio. Macron con i sui tentativi instancabili di mediazione, in verità con scarso successo, è riuscito intanto a riguadagnare considerazione e rispetto non solo internazionale ma soprattutto in Francia, cosa di non poco conto alla viglia delle nuove elezioni presidenziali.

Lo stesso Presidente americano Biden con un comportamento prudente e consapevole ma anche di fermezza sembra aver tamponato l’emorragia di consensi che sondaggi da settimane denunciavano.

Anche i nostri politici, si fa per dire, appaiono spesso inconsapevoli di fronte ai nuovi strumenti di comunicazione, come se ignorassero un meccanismo globale che pure vorrebbero utilizzare per la loro attività e anche per la legittima propaganda politica.

Così Salvini nel momento in cui gli intenti imperialistici e guerrafondai di Putin si palesano, non riesce a cancellare recenti solidarietà russofile, dichiarazioni di amicizia e perfino di ammirazione. I dietrofront pur sempre consentiti ai politici, con questi post che vengono riproposti sui social, appaiono obiettivamente poco credibili.

Questo evidentemente vale per anche altri politici. Giorgia Meloni ha pubblicato poche settimane fa una autobiografia “Io sono Giorgia” in cui definisce papale papale Putin “difensore dei valori europei e dell’identità cristiana”. Fassino poche settimane fa dichiarava la sua “assoluta certezza che la Russia non avrebbe mai attaccato l’Ucraina”. Ed è il Presidente della Commissione Esteri della Camera.

I politici in queste dichiarazioni intempestive ed improvvide ci sono sempre caduti ma di certo con meno frequenza rispetto ad ora perché un tempo erano più prudenti, più preparati ed anche meno schiavi di un sistema di comunicazione immediato e non mediato, globale ed aggressivo come quello di oggi. Meglio Berlusconi, che però conosce benissimo le regole della comunicazione, che ha accantonato ogni sentimento legato alla antica amicizia evitando accuratamente ogni riferimento a Putin.

La sensazione è che tutti ormai conoscano i nuovi strumenti di comunicazione ma in pochi siano coscienti cosa possano determinare, quale sia la loro dirompenza

Questa ignoranza determinerà probabilmente la sorte finale della guerra della Russia all’Ucraina ma anche, mutatis mutandis, quella di molti politici nostrani. Nei loro panni non sarei molto tranquillo.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi