Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Una laurea frettolosa

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Ci sarebbe da arrossire, almeno da rivalutare la questione e, con chiarezza e sincerità, ritirare un riconoscimento assegnato con fretta e forse superficialità.

Era il 2002, un contesto politico ed internazionale certamente assai diverso, quando all’Università di Perugia, in pompa magna, con i docenti con addosso le toghe e gli ermellini, alla presenza di autorità religiose e sindaci, il Magnifico Rettore di allora, riconobbe all’allora Metropolita ortodosso Kirill una laurea Honoris Causa, “per aver sempre guardato e lavorato per l’incontro fra le chiese cristiane, per la pace, per il rispetto fra i popoli.”

Alla luce di quanto accade oggi e soprattutto delle posizioni assunte da Kirill non più Metropolita ma addirittura capo di tutta la Chiesa ortodossa russa, ci sarebbero da assumere con urgenza e anche con qualche imbarazzo le giuste decisioni fino al ritiro di una laurea honoris causa a dir poco inopportuna.

Anche se ci sarebbe da argomentare su queste lauree ad onore assegnate frettolosamente forse più per garantire visibilità alle università e non reali riconoscimenti a personalità davvero meritevoli sul piano culturale, rimane inspiegabile che alla luce della sanguinosa guerra ucraina, della invasione russa e soprattutto delle parole sconcertanti di Kirill, novello crociato a senso unico, paladino e sodale di Putin, che il Senato accademico dell’Università di Perugia non abbia ancora deciso per l’immediata revoca della laurea, di presentare formali scuse al martoriato popolo ucraino, di manifestare una formale autocritica per un premio assegnato alla persona sbagliata.

Forse questo grave errore potrebbe favorire una volta per tutte una riflessione più ampia sulla assegnazione di questi riconoscimenti di queste lauree più azzeccate ad un diplomificio che non ad una università antica e prestigiosa come quella di Perugia.

Insomma, è davvero necessario ricorrere ancora a queste lauree per lo più farlocche per riconoscere capacità e meriti?

Oppure, non sarebbe meglio sostituirle con un semplice riconoscimento come si fa generalmente in altri, anche prestigiosi, consessi?

Cosa si attende per disconoscere questa laurea a Kirill che di fronte al massacro ucraino, alle parole accorate di papa Francesco e perfino degli ortodossi ucraini, condivide un nazionalismo che stride e contraddice l’universalità della fede verso uno stesso Dio.

Ingiustificabile la posizione di Kirill sia da un punto di vista culturale che religioso e di certo non merita d’essere ancora iscritto nell’albo d’onore dell’Università di Perugia.

Questa strana ed ingiustificabile guerra tra le tante novità, chiamiamole così, ci ripropone dopo quello che da sempre avviene in parte del mondo arabo, anche in Occidente una Chiesa, quella ortodossa russa, genuflessa non più difronte al crocefisso ma innanzi al potere politico, anzi, al dittatore. Non c’è evidentemente spazio per alcun riconoscimento, neppure assegnato anni fa.

E’ il Senato Accademico che con urgenza deve cancellare questo errore. Ne va del buon nome della nostra Università. Fate in fretta.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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