I numeri della sanità umbra -Maurizio Ronconi-
La roulette dei numeri della sanità umbra si è fermata sui 73 milioni di debito presunto ma in questi giorni di numeri ne sono passati tanti, troppi, da trasformare una improvvida delibera della Giunta in una telenovela di cui sinceramente non se ne può più.
Non se ne può più perché mentre destra e sinistra, maggioranza e opposizione continuano a rincorrere i numeri, della sanità, quella sul campo fatta di liste di attesa, di degenze sempre più problematiche di pronto soccorsi intasati, di medici di famiglia sempre più rari, di infermieri introvabili, nessuno, ma proprio nessuno se ne occupa.
In questo bailamme il centro destra gioca le sue carte con una occupazione della Sala consiliare e poi con una manifestazione di amministratori fuori della Regione preferendo evidentemente strumenti più di natura goliardica che politica, una muscolarità senza avere, o almeno ancora non avere, un fisico adeguato, rinunciando ad esempio all’organizzazione di una specie di stati generali di centro destra per la sanità al fine di proporre finalmente un modello alternativo sanitario regionale.
Si è scelta la soluzione più semplice, la piazzata che all’inizio di una legislatura è destinata ad un precoce dimenticatoio invece dell’annuncio di un serio, argomentato, propositivo approfondimento, certo più faticoso ma politicamente molto più produttivo.
Intanto Bandecchi, che non è un episodio ma una realtà della politica umbra e con cui bisognerà fare i conti, strappa il bastone del comando delle operazioni del centro destra umbro che tra proteste plateali e grida assembleari non si è accorto che i propri consiglieri comunali hanno la vista più lunga dei propri leaders e concedono fiducia al solo uomo forte, anche nei toni e nelle espressioni, che questo disgraziato tempo politico offre al centro destra. E poi la ciliegina sulla torta le intimazioni da parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia a non collaborare con il Sindaco – Presidente di Terni e Provincia che, volenti o nolenti, oggi è l’unico Capitano di quello scombinato schieramento.
Di certo dall’altra parte, nel centro sinistra, non è che si vivano giorni migliori, non è che la ormai famosa delibera abbia rappresentato un ricostituente, neppure un uovo sbattuto, per quello schieramento, decisione che ha suscitato critiche forti anche da parte di storici, vaccinati ed esperti esponenti di sinistra.
Proprio per questo il centro destra ha mancato il contropiede e con esso il gol della partita. Non è con l’occupazione della Sala consiliare, con le pizzettate notturne tra gli scranni, con un raduno di addetti ai lavori sotto Palazzo Donnini, con un palleggio di proteste di inizio legislatura che ci si impone: al massimo si compattano i ranghi dei tifosi della curva Nord, ma la partita non la si vince.
La speranza è che coloro che avranno maggior senso della politica inizino ad incalzare l’inesperta truppa del centro sinistra con proposte serie, modelli non solo di organizzazione sanitaria ma anche di sviluppo complessivo per l’Umbria, perché solo così si segnerà una presenza, si marcheranno le differenze, si ricostruirà una credibilità che, non nascondiamocelo, cinque anni di governo regionale hanno gravemente minato e che rendono non molto credibili e anche un po’ sterili le proteste di oggi.
