Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Orban e Salvini, anzi, Salvini e Orban

Una pandemia virulenta e drammatica come quella che stiamo vivendo, da reclusi, nelle nostre case, giustifica strumenti straordinari per chi dal governo cerca di arginare, con provvedimenti successivi, l’espandersi del contagio.

Anche il governo italiano, Conte, è ricorso ad una serie di decretazioni che in tempi normali non solo avrebbero sollevato qualche obiezione ma una vera sollevazione. C’è per altro da dire che il nostro Parlamento non è che si sia distino per iniziative o per una qualche smania propositiva, è apparso tremebondo ed timoroso solo di beccarsi il virus tanto ”a governare ci pensa il governo”.

Tant’è che l’opposizione di centro destra, esercitando il proprio legittimo ruolo, continuamente ha avanzato richiesta di coinvolgimento nelle proposte del governo, ha criticato su non poche, in realtà spesso anche arruffate iniziative, ha chiesto, sempre di poter proporre e vigilare su quanto andava facendo Conte con il suo governo.

C’è una particolarità in più. Le regioni del Nord, ma anche altre importanti come la Sicilia, la Sardegna ora anche l’Umbria e la Calabria, governate dal centro destra hanno sempre con maggiore insistenza, e in questo sostenute da Salvini e dal centro destra, rivendicato autonomia gestionale della crisi, libertà di critica e di contestazione verso molte delle decisioni decretate dal governo.

Una polifonia che in questa situazione drammatica non è apparsa né gradevole e neppure utile, anzi, dannosa.

In sintesi il centro destra ed in particolare il suo attuale leader, Salvini, si è proposto come paladino di una gestione corale o meglio, non autoreferenziale da parte di Conte e del governo, riservando per altro grande attenzione al ruolo delle regioni e particolarmente di quelle di centro destra.

Ma all’improvviso accade che dalla non lontana Ungheria giunge notizia che il premier Orban, sovranista, amicone, per via degli immigrati da respingere, di Salvini, fa approvare dal Parlamento da lui ampiamente controllato, una legge che assegna allo stesso poteri straordinari, monocratici, per dirla in modo chiaro, dittatoriali, e perfino la facoltà di rinviare sine die le elezioni.

A questo punto la domanda è che se solo un po’ di quello che si è fatto approvare in Ungheria Orban, avesse tentato di fare Conte in Italia, quale sarebbe stata la reazione di Salvini. Di sicuro, se non la rivoluzione, una riedizione della marcia su Roma, proteste generalizzate, l’ammutinamento delle regioni leghiste, la clamorosa protesta dei sindaci di destra: il caos politico ed istituzionale.

Invece il nostro ineffabile capitano si è affrettato non solo a giustificare ma perfino ad apprezzare il destrorso Orban che ha legiferato in quantità industriale, quello che Salvini decisamente contesta sia stato fatto in misura ben diversa in Italia.

Per concludere: un esempio di come ormai la politica, anzi una certa razza di politici, non va alla difesa di una idea bensì solo di un traguardo.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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