Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Il centro destra che non c’è

Vitalizi

Si avvicina la data del referendum sul taglio dei parlamentari e l’orizzonte della politica è sempre più fosco, un porto tra le nebbie.

Non è che questo referendum rappresenti una novità perché su una vicenda simile ci sono già passati e persero nel 2006 Berlusconi e con lui in centro destra proponendo non solo il taglio dei parlamentari ma anche una organica riforma costituzionale. Dieci anni dopo, Renzi si intestò la riforma costituzionale e il referendum lo perse rovinosamente chiudendo la sua esperienza da Presidente del Consiglio, da leader e da riferimento di larga parte degli italiani.

Oggi, grazie ad una “intuizione” del M5S, con un Pd prima fieramente contrario che per ben due volte ha votato contro ma, poi, andato al governo, inspiegabilmente si è convertito, il Parlamento ha approvato il taglio dei parlamentari ed ora a settembre voteremo il referendum confermativo.

I partiti, quasi tutti travolti dall’onda populista e da una volontà di semplificazione stolta della politica, ipnotizzati dal qualunquismo di quel movimento al tramonto che sono i grillini, sono schieranti per l’irrazionale, rozzo, ingiustificato, pericoloso taglio dei parlamentari.

Tralasciando i rischi di uno sbilanciamento degli equilibri costituzionali, quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica, per l’elezione e conseguente composizione della Corte Costituzionale e così via, questa volta non si propone neppure una riforma costituzionale ma solo il taglio draconiano dei parlamentari.

Dunque nessuna giustificazione giuridico-costituzionale per votare sì ma per l’opposizione, per il centro destra, una infinità di motivi per votare no. Aldilà del significato in sé della diminuzione dei parlamentari, una ipotetica vittoria dei no, il respingimento del referendum significherebbe, senza equivoci, una bocciatura per il M5S, per il governo e l’inevitabile caduta del governo Conte. Così come fu per Renzi ed, in parte per Berlusconi che per altro prima del suo referendum le elezioni le aveva già perse.

Invece la vittoria del referendum farebbe gridare vittoria soprattutto, se non esclusivamente, il M5S che si intesterebbe per intero il risultato, sterilizzerebbe la probabile sconfitta catastrofica alle regionali, farebbe dispiegare le vele alla attuale maggioranza verso l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica e verso una gloriosa fine, nei tempi naturali, della legislatura. E l’opposizione Salvinian-Meloniana a rosicare all’opposizione di certo per altri due anni, se non di più.

Ma sono davvero così sprovveduti quelli del centro destro? Qualcuno probabilmente sì ma è certo che in quella coalizione ci sono progetti ed intendimenti diversi. Salvini preferisce l’opposizione dura e parolaia al governare una situazione complessa che non è neppure capace di interpretare, Meloni spera che con il passare dei mesi e degli anni riesca a sostituire nel cuore degli elettori di destra un Salvini in fase calante, Berlusconi, a parte l’età, immagina d’essere comunque una riserva della Repubblica e chissà che non venga chiamato a puntellare il governo o a concorrere alla scelta del nuovo Presidente della Repubblica.

E Conte visse a lungo, felice e contento.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi