Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Il capolavoro di Giorgia Meloni

Ormai tutti i sondaggi, indistintamente, più che l’avanzata della Lega salviniana o la flessione dei grillini, indica una costante lievitazione verso l’alto di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Ormai questo partito veleggia oltre il 10% ovvero su un numero di consensi ( per ora virtuali, ma credibili) pari a quelli che raccoglieva Alleanza Nazionale di Fini nei tempi di maggiore successo.

Mi ricordo, perché c’ero, Giorgia Meloni appena eletta alla Camera dei Deputati, catapultata, giovanissima, inesperta di lavori parlamentari, per volere di Gianfranco Fini di cui era una fedelissima, alla vice Presidenza della Camera dei Deputati. La cosa fece scalpore ma soprattutto causò molti mal di pancia a tanti suoi colleghi di partito con pedigree politici più ragguardevoli e con esperienze più collaudate.

Eppure la ragazza, allora lo era davvero, si mosse bene così come poi fece da Ministro della Famiglia.

Evidentemente il lungo tirocinio nelle fila dei giovani di Alleanza Nazionale, in quella destra borgatara che non disdegnava saluti romani ma neppure un forte senso di cameratismo, in senso buono, l’aveva politicamente ben forgiata.

Quando all’indomani delle ultime elezioni politiche Fratelli d’Italia raccolse un misero 4% e la Lega, sovranista, nazionalista, lepenista, entrò al governo con il M5S abbandonando i vecchi alleati e con una piattaforma sovrapponibile a quella della destra, non pochi pronosticarono la fine di Fratelli d’Italia e della Meloni.

Non è stato così, anzi ora la destra della Meloni nei sondaggi a doppia cifra supera il M5s e sia avvicina al Pd.

Un vero e proprio miracolo la cui artefice è solo Giorgia. Perché quel partito è la Meloni, non altri. Non di certo vecchi arnesi post fascisti che lì si sono riparati e neppure i poco credibili convertiti dell’ultima ora che reputando conclusa l’avventura di Forza Italia, hanno chiesto asilo.

La Meloni, schiettamente di destra ha saputo rivalutare quella specie di integrità che da sempre la destra almirantiana di opposizione e mai di governo ha rivendicato, si è tenuta a debita distanza dalla destra anti europea della Le Pen e di Orban, abbracciati invece da un Salvini smanioso di un certificato europeo di originalità, sulla questione degli immigrati ha mantenuto posizioni ferme ma non scalmanate, più che il Papeete ha frequentato Primavalle o il Quarticciolo, non si è mai mostrata bramosa di andare il governo e quando invece l’ha fatto Salvini, con rigore e altrettanta fermezza ha sempre puntualizzato la propria diversità.

In definitiva la Meloni offre una alternativa schiettamente di destra ma di una destra dal sapore antico, più rassicurante, che rifugge avventurismi tipo uscita dall’euro o peggio dall’Europa, un pizzico di esperienza politica e una spruzzata, che in questi tempi non fa mai male, di gioventù.

Ecco servita la nuova destra più borgatara e meno aristocratica, una proposta che molti oggi, dopo il fallimento del M5s, il crepuscolo di FI e la troppa esagitazione di Salvini, vorrebbero mettere alla prova.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi