Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Il campo di battaglia della sanità umbra

Sanità

Il campo di battaglia della sanità

Il dibattito politico regionale è in questi giorni occupato dalla durissima polemica sul presunto buco di bilancio nella sanità lasciato dal centro destra.

Una società privata di revisione contabile incaricata dalla Giunta regionale, della quale curiosamente solo ufficiosamente si conosce il nome, avrebbe certificato in circa 240 milioni di euro la situazione debitoria delle Asl e un bilancio consolidato debitorio della sanità regionale di circa 90 milioni. Come se questi siano i problemi della sanità e non invece quelli della razionalizzazione della spesa che di per sé contribuirebbe ad un miglior funzionamento e ad un non indifferente risparmio.

Il balletto dei numeri permette alla sinistra di gridare allo scandalo ma al centro destra, che si riferisce al bilancio consolidato e non alla situazione debitoria delle asl, di affermare che comunque il bilancio complessivo è in linea con quelli degli anni precedenti.

Una sola cosa è certa. I cittadini, gli umbri non ci stanno più a capire nulla se non che i servizi sanitari sono sempre più problematici in particolare la medicina del territorio e i tempi di attesa per visite specialistiche ed esami strumentali.

Con l’eclissarsi della politica vera, quella fatta di analisi e approfondimenti, di confronti e partecipazione, l’unica vera palestra per tonificare una supposta presenza politica è agitare spesso anche in modo scomposto e parziale, le criticità della gestione sanitaria regionale.

Non c’è dubbio che sia un argomento importante perché incide sulla pelle dei cittadini, perché assorbe più dell’ottanta per cento del bilancio regionale, perché è argomento che influenza le scelte elettorali ma che sia l’unica ragione di confronto politico è deprimente.

Alla sinistra che ha riguadagnato il governo della Regione da poche settimane e che da allora grida allo scandalo sanitario sarebbe da ricordare che solo 5 anni fa, dopo 50 anni di potere incontrastato, perse rovinosamente la Regione proprio a causa di sanitopoli, per una inchiesta giudiziaria che travolse proprio il sistema sanitario regionale. Sarebbe prudente non agitare solo argomenti di politica e gestione sanitaria per colpire l’avversario, di non fare della sanità il presunto grimaldello da agitare contro le altri parti politiche.

Cinque anni fa il centro destra vinse le elezioni utilizzando gli stessi identici strumenti per denunciare l’inattendibilità, le incapacità della sinistra. E così vinse le elezioni ma poi le successive le ha perse per non aver saputo da seguito a quanto promesso.

Sembra un film già visto, con un epilogo altrettanto scontato. Da qui un consiglio. I temi della sanità non siano il campo di battaglia per le opposte fazioni perché se una volta paga la successiva richiede indietro il credito, magari con gli interessi.

La Presidente della Giunta regionale che a mio avviso con un pizzico di temerarietà ha voluto assorbire la delega alla sanità, sposti il tiro verso altri obiettivi magari in positivo e non più con una diuturna denuncia.

Il nostro sistema sanitario regionale ha bisogno di una profonda riorganizzazione perché ritorni ad essere funzionale, più utile ai cittadini, con una spesa più razionale e dunque più produttiva.

Inutile e dannoso continuare ad organizzare tour tesi a tranquillizzare i cittadini e ancor più i politici locali sulla sopravvivenza e il potenziamento di tutti gli ospedali. Non sono argomenti seri e risolutivi. La sanità non può essere merce di scambio e neppure per concedere argomenti ai municipalismi causa semmai di un incontrollabile volano di spesa sanitaria che sa di sperpero. Una sana riorganizzazione passa da lì con due nosocomi, Perugia e Terni, per l’alta specializzazione, magari senza doppioni nelle altissime specialità, pochi, pochissimi altri per l’urgenza – emergenza, tutti gli altri trasformati in ospedali di comunità utilissimi per un primo intervento e soprattutto per decongestionare e implementare di professionalità quelli di livello superiore e per le lungo degenze. Poi si mettano definitivamente in piedi i declamati ma ancora non funzionanti centri di salute che diventino i capisaldi per la medicina territoriale, imprescindibile primo livello di prevenzione e cura.

Tutto il resto sono orpelli dannosi, inutili ed impropri campi di battaglia popolati da politici più orientati alla ricerca del consenso che del bene comune.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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