Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

La stabilità dell’Italia (dal Corriere dell’Umbria del 6 settembre)

Ronconi Maurizio

Anni fa, non molti per la verità, ai politici italiani venivano portati come esempi i sistemi elettorali di Spagna, Francia e Germania perché, si diceva, a differenza del sistema proporzionale in vigore allora in Italia, strumenti di straordinaria stabilità e che favorivano governi di legislatura.

Quei sistemi elettorali, non sono cambiati ma non c’è più la stabilità di un tempo, anzi, la precarietà, l’incertezza politica, è ormai caratteristica di quei Paesi. Al contrario in Italia, pur cambiando continuamente la legge elettorale e veleggiando dal “porcellum”, all’”Italicum”, al “Mattarellum”, oggi c’è una stabilità che in molti in Europa ci invidiano. Una prova in più che la stabilità non è data dalle leggi elettorali ma da molti e diversi fattori concomitanti e non ultimo dal risultato elettorale ottenuto da ciascun partito che limiti una frammentazione partitica.

Fatto è che in Francia prima vince l’estrema destra, dopo due settimane, al ballottaggio la coalizione di sinistra e da mesi l’impasse è tale che non si riesce a varare lo straccio di un governo.

In Germania dopo le ultime elezioni politiche sono occorsi mesi per definire un programma di governo e dopo poco più di un anno nelle elezioni regionali avanzano impetuosamente partiti anti democratici e anti sistema, di ispirazione putiniana e neo nazisti.

In Spagna i socialisti hanno varato, pur non essendo partito di maggioranza, un governo di coalizione, con i popolari all’opposizione e dunque assai debole.

Una situazione, in Europa, inedita, che offre all’Italia il podio della stabilità politica.

Una situazione nuova e che dovrebbe essere sfruttata a dovere. Una grande occasione per Giorgia Meloni e la sua coalizione di centro destra.

La stabilità politica fa guadagnare credibilità ed autorevolezza a quel Paese che la può rivendicare. Così per anni è successo a Francia e Germania, ora potrebbe essere lo strumento vincente per l’Italia perché guadagni un credibile ruolo di guida in Europa.

Una occasione irripetibile quella che si offre al nostro Paese. Bisognerà solo saperla sfruttare.

Con un’azione di governo chiara e coerente, di stampo schiettamente europeista, lontana da pulsioni sovraniste o anche rivendicazioniste, comprensiva e collaborativa nei confronti degli altri Paesi europei che attraversano momenti di difficoltà ed incertezza politica.

Qualche errore, anche recentemente c’è stato. Il non aver voluto votare la nuova presidenza Von del Leyen è stato un passo falso che ha indispettito e soprattutto non ha pagato in termini politici. Cerchiamo di derubricare questo errore come un ultimo sussulto di un populismo sovranista che dovrà pur essere archiviato se davvero si vorrà far guadagnare un ruolo da protagonista all’Italia.

Ultimo sforzo, ma che non sarà da poco, risolvere le contraddizioni di un governo nazionale in cui continuano a convivere il realismo di Giorgia Meloni, il neo popolarismo di Forza Italia e il sovranismo un po’ “all’amatriciana” e sguaiato di Salvini che pure in questo modo, con questi atteggiamenti, cerca di superare obiettive difficoltà politiche.

Il governo di centro destra è ad una svolta: se davvero veleggiare verso un europeismo pregno di possibili entusiasmanti approdi oppure rimanere rintanati in un porto sicuro ma senza possibilità di nuovi e stimolanti orizzonti. Su questo su misureranno le capacità di Giorgia Meloni.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi

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