Il diario di Maurizio Ronconi

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Maurizio Ronconi

Pensieri e riflessioni sul mondo politico, e non solo

Sanità in Umbria e i tifosi della curva sud

E’ francamente fastidioso, segno di una politica rozza e dalle poche e confuse idee, assistere a parlamentari, consiglieri regionali, nei panni di scalmanati tifosi da curva sud acclamare la Presidente della Regione nominata a furor di popolo campionessa nella lotta contro il virus.

Se è vero che questi sono i tempi in cui i parlamentari, più nominati che eletti, confondono la tifoseria della appartenenza politica con una seria e consapevole proposta, c’è pure un limite a tutto, anche alla supina pronazione che alla fine neppure serve ai protagonisti dell’esercizio e ancor meno alla stessa Presidente.

E’ anche singolare questa scelta propagandistica quando nella regione più grande e più importante d’Italia, nella regione che è dieci volte più grande in tutto dell’Umbria, il Presidente leghista è bersaglio di fortissime critiche per la gestione sanitaria nella sua regione. Sarebbe da chiedere quale sia, quello Lombardo o quello umbro il progetto di gestione sanitaria della Lega.

Personalmente non partecipo al coro delle critiche nei confronti di Fontana ma neppure a quello delle lodi sperticate a favore della Tesei e neppure ad una poco credibile spartizione politica dei meriti in campo sanitario.

L’andamento dell’epidemia è in larga parte indipendente dalle scelte dei Presidenti delle Regioni e questo è ancor più vero in Umbria dove le poche settimane di governo della destra non hanno potuto di certo indirizzare l’organizzazione sanitaria regionale in modo assai diverso da come era da anni.

Quello di cui si può discutere invece è quanto è stato organizzativamente fatto nel corso dell’epidemia.

Alle molte ombre che si allungano sulla organizzazione sanitaria in Lombardia, investimenti quasi esclusivamente a favore dell’alta specialistica ospedaliera, il depotenziamento della medicina territoriale, una esaltazione dell’offerta privata che ha privilegiato gli interventi medici più remunerativi a discapito di quelli più costosi, un ospedale nuovo costato decine di milioni e praticamente inutilizzato, qualche incertezza e non di poco conto, si rileva anche nella gestione sanitaria della Regione umbra.

Nel giorno in cui Lombardia, Molise ed Umbria risultano essere le sole regioni attenzionate perché a particolare rischio di riaccensioni epidemiche, nello stendere, per ora, un velo pietoso sulla tardiva, inefficace, inutile, costosa e dispendiosa scelta dell’ospedale da campo (che fine ha fatto?), le ombre si allungano anche da noi.

Una regione con un sistema ospedaliero diffuso come quello umbro non aveva necessità di chiudere per dedicarlo al Covid l’ospedale di Foligno e quello di Pantalla, o meglio sarebbe stato sufficiente, vista l’incidenza del virus, dedicare agli infetti dal virus uno solo dei due plessi ospedalieri.

Altrettanto singolare il trasferimento di gran parte di interventi sanitari non Covid in strutture private. Come dire, al virus abbiamo immolato due ospedali, tra i più moderni della regione, ma ugualmente depotenziamo anche le attività mediche e chirurgiche degli altri ospedali per trasferirle nelle strutture private con aumento dei costi e con una efficacia della risposta dubbia e tutta da dimostrare.

E poi la questione dei tamponi e delle prove sierologiche.

Se i due screening sono da considerare davvero utili per capire e definitivamente circoscrivere l’epidemia, troppo pochi i tamponi effettuati mentre gli esami sierologici inspiegabilmente appaltati in via esclusiva ai laboratori privati.

In definitiva non molte le ragioni valide per una acritica esaltazione della Presidente Tesei la quale invece nel suo sforzo avrebbe meritato consigli e collaborazioni serie e qualche tifoso scalmanato in meno. Ma si sa che i tifosi agiscono più per soddisfazione personale che per il bene di tutta la squadra.

Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi
Medico, già senatore e deputato. Biografia · Scrivimi