Conte a reti unificate nell’ora di maggiore ascolto, ha parlato al popolo, ormai ansioso, degli italiani dicendoci che, tranne poche e simboliche eccezioni, la riapertura delle fabbriche, dei ristoranti, delle scuole, di ogni attività è rimandata, per ora, al 4 maggio.
Poi, attacca duramenti le opposizioni sovraniste, con la vistosa eccezione di Berlusconi, che diffonderebbero falsità, per strumentalizzerebbero la lotta politica determinando gravi difficoltà a livello internazionale nella durissima e assai incerta trattativa sugli eurobond.
Una accusa gravissima che equivale a quella di alto tradimento in uno stato di guerra, una accusa inedita e per la sua pesantezza mai avanzata da chichessia nel passato della nostra Repubblica.
Che l’opposizione ed in particolare Salvini e Meloni se la siano passata è poco ma sicuro.
Come è inimmaginabile continuare a sparare ad alzo zero durante una trattativa internazionale in cui la nostra sfortunata Italia veste i panni di chi ha bisogno e chiede, trattando i pur tetragoni ed arcigni, oltre che insensibili, popoli del Nord Europa con una pesciata in faccia la mattina e una la sera. Non sono certo le condizioni migliori, neppure le minime, per tentare di costruire un pur accettabile compromesso.
E mentre le nostre opposizioni dalla trincea innestano le baionette per l’ultimo assalto, le opposizioni degli altri Paesi Europei, pur salvando la faccia e il ruolo di opposizioni, si guardano bene dal lavare i panni sporchi sui tavoli delle trattative.
Ma Conte, ancora schiumante per lo sgambetto estivo di Salvini, memore dello storico, si fa per dire, benservito allo stesso Salvini di fronte a milioni di attoniti italiani servito niente popò di meno che direttamente alla Camera dei Deputati, convocate e riconvocate le telecamere non le manda a dire né a Salvini né alla Meloni.
E’ la prima volta di uno scasso istituzionale simile, è la prima volta che un premier sfrutta l’ospitalità della rete di Stato per mandare a quel paese gli oppositori quando poi il Presidente Mattarella si era appena raccomandato, come si fa in queste situazioni, di cercare i punti di convergenza con le opposizioni e mai i motivi di disaccordo. Qui invece siamo arrivati all’accusa di alto tradimento.
Questo quando alle 18 di ogni pomeriggio si affaccia sui teleschermi il capo della Protezione Civile per snocciolare il quotidiano bollettino di guerra, i malati, i feriti, i morti. Centinaia, migliaia.
Allora non siamo più ai polli di Renzo ma a molto di più. O a degli irresponsabili che immaginano che agli italiani piace di più la loro personalissima ed inutile rissa rispetto la sconfitta della pandemia e la ripresa dell’Italia, gli insulti all’olandese di turno rispetto ad una dura ma pacata trattativa europea, i traguardi della Lega o del M5S rispetto a quelli degli italiani e soprattutto a quelli dei nostri figli e nipoti.
La verità, forse sta là dove è più facile trovarla. Siamo governati da politici per caso, senza cultura e con poca decenza, da una classe politica inadeguata.
